Mis, vendita della centrale per evadere il Fisco

Dal Gazzettino di Belluno del 5 marzo 2015  Pagina 1
Mis, la vendita della centrale serviva per evadere il Fisco
L’INDAGINE Denunciati 4 soci e un fiscalista bellunesi Progettata a tavolino su un foglio manoscritto l’operazione elusiva per non pagare le tasse. Così la srl bellunese ha venduto la sua centralina in valle del Mis a una società di un’altra regione. Ma è finita nella rete della guardia di finanza. Denunciati i 4 soci e il fiscalista bellunese e sequestrati alla società 2milioni 370mila euro, di imposte e sanzioni dovuti allo Stato. Inizio modulo
Dal Gazzettino di Belluno del 5 marzo 2015  Pagina 7
Mis, la “centrale” dell’evasione
Quattro soci e un fiscalista bellunesi denunciati dalle Fiamme Gialle L’INDAGINE La vendita dell’impianto idroelettrico architettata a tavolino per non pagare le tasse Avrebbero architettato un piano per vendere la centrale idroelettrica in valle del Mis non pagando le tasse, scrivendo tutto su un figlio. È così che quattro soci bellunesi e un fiscalista della città sono finiti nella rete della Guardia di finanza di Belluno. Per loro, oltre alla denuncia per dichiarazione infedele (prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 74/2000), è scattato il sequestro preventivo a copertura delle imposte e sanzioni dovute alla Stato, per un totale di 2 milioni 370mila euro.

La vendita della centralina ancora in attività risale al 2011. Le indagini delle Fiamme gialle coordinate dal pm Roberta Gallego, hanno ricostruito il piano per eludere il fisco organizzato dai cinque. Su un foglio manoscritto, sequestrato dai finanzieri nel corso delle perquisizione alla sede della società, c’era riportato: «Ipotesi 1: vendere con pagamento di Ires/Irap ed Iva». Poi c’era: «Ipotesi 2: costituire una società e vendere le quote». E questa è stata la scelta della srl bellunese, che aveva ottenuto la concessione dalla regione Veneto per la centralina idroelettrica in val del Mis.

Prima ancora dell’attivazione però la srl voltura a una società nuova, quella costituita “rispettando” l’ipotesi due. È una società che ha sede nello stesso posto della srl, con gli stessi soci, ma senza dipendenti. Insomma una società creata ad hoc solo con lo scopo di alienare la centralina non pagando le tasse. Poi i soci cedono le loro quote alla società fuori regione che ha acquistato di fatto la centralina. E il gioco è fatto. Alla fine però è finito sotto la lente di ingrandimento del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza che ha scoperto il caso di elusione fiscale. Le indagini hanno consentito di rinvenire una serie di mail e documenti nei quali veniva “progettata a tavolino” l’elusione. In una parte di un foglio c’erano i costi fiscali da sostenere per l’operazione normale e nell’altra quali sarebbero stati, invece, i risparmi attuando l’operazione elusiva.

Di conseguenza i quattro soci ed il loro consulente sono stati denunciati. Il sequestro preventivo è stato emesso dal gip di Belluno, a copertura delle imposte e sanzioni dovute alla Stato, per un totale di 2.370.000 euro, di cui oltre un milione di euro su conti correnti bancari ed il resto in immobili e quote societarie.