Veneto Sviluppo in società per costruire centraline

Dal Corriere delle Alpi del 4 agosto 2016

Veneto Sviluppo in società per costruire centraline

PERAROLO. Uno dei due progetti di centraline di cui parla il Comitato Acqua Bene Comune riguarda il Piave a Macchietto, in comune di Perarolo. Il sindaco Pierluigi Svaluto Ferro è assolutamente contrario ad una centralina in quel luogo. Lo disse allora, quando la richiesta venne pubblicata sul Bur, lo ribadisce oggi. «Quando ho saputo, ad aprile, della richiesta di una centralina a Macchietto, prima di tutto ho chiesto di poter vedere la domanda. Non è stato facile, ma alla fine mi hanno spiegato che il progetto di Macchietto sul Piave, è simile a quello del ponte della Vittoria a Belluno, cioè dei galleggianti che formano una barriera e quindi un lago. Finora non abbiamo visto niente, spero di poterne capire di più quando verrà fatto il sopralluogo. Per ora mi limito a dire che mi sembra una follia, considerato che a Macchietto c’è lo sbocco della Val Montina». Il secondo progetto riguarda Sas Mus, tra Sedico e Sospirolo, sul Cordevole. Francesco Dal Mas

BELLUNO La Regione Veneto, attraverso l’assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin, nei mesi scorsi ha assicurato la massima severità contro la proliferazione di centraline, in particolare nel territorio Bellunese. È allora opportuno – chiede in una lettera aperta il “Comitato Acqua bene comune” – che la finanziaria Veneto Sviluppo partecipi, attraverso una società, all’implementazione di questi impianti? «Non sono a conoscenza di quali siano le imprese finanziate da Veneto Sviluppo e tanto meno sono organo inquirente – risponde Bottacin -. È ovvio che se Acqua bene comune avesse notizie di illeciti dovrebbe andare immediatamente in procura a denunciare». Acqua Bene Comune ha diffuso ieri una nota che riguarda una delle tante società che hanno presentato domande di nuove derivazioni sui corsi d’acqua bellunesi. Si tratta della E.Z.M. Idro srl che ha di recente chiesto di poter costruire un nuovo impianto sul Cordevole, in località Sas Mus, nei Comuni di Sedico e Sospirolo e un nuovo impianto sul Piave, a Macchietto, nel Comune di Perarolo. La E.Z.M. Idro srl, chiarisce il Comitato, è stata costituita a Padova il 14 maggio 2015, con un capitale sociale di 300.000 euro sottoscritto al 33,33% da ciascuno dei tre soci fondatori, che sono la Zollet Ingegneria srl di Santa Giustina, l’impresa di Costruzioni ing. Mantovani Spa, nota per aver partecipato alla costruzione del Mose (con tutto quello che ne è conseguito, anche se ora continua la sua attività di impresa con nuovi dirigenti), e la Enrive Spa con sede legale a Venezia. I soci di Enrive SpA sono Sinloc – Sistema Iniziative Locali Spa al 50% e Veneto Sviluppo per il restante 50%. «L’assessore Bottacin e il presidente Zaia – è la domanda che si pone, a questo punto, il Comitato Acqua bene Comune – ne sono al corrente? Ritengono opportuno, sia dal punto di vista politico che etico, che Veneto Sviluppo e la Regione Veneto, seppur indirettamente, entrino in affari con la Mantovani speculando sui nostri fiumi? Veneto Sviluppo non deve occuparsi di finanziare le piccole e medie imprese anziché attività speculative ad alto impatto ambientale?». «Più che scrivere lettere, si vada dagli organi inquirenti» è l’invito di Bottacin, «sempre che – aggiunge – si abbiano elementi per farlo». L’assessore dice di non sapere niente di come si muove la finanziaria regionale, o meglio di come distribuisce i contributi. In ogni caso – ricorda l’assessore – è la Provincia che autorizza le centraline grazie all’applicazione della legge 25 sull’autonomia amministrativa («da me attuata»). L’esponente regionale si concede, comunque, un pizzico di polemica, rivendicando, al tempo stesso, le misure introdotte nella normativa, quale i 10 chilometri quadrati di bacino per ogni impianto, anziché i 6 che sono applicati nel vicino Alto Adige. «Stupisce che Acqua bene comune non si preoccupi del fatto che il governo ha incrementato gli incentivi sulle centraline nonostante il sottoscritto abbia chiesto formalmente in più occasioni al ministro di toglierli e che non dica nulla del fatto che il PD, andando contro il parere dei cittadini espresso con referendum, abbia privatizzato l’acqua».