Torna la laminazione e il lago del Cadore ricomincia a svuotarsi

Dal Corriere delle Alpi del 19 agosto 2020

Torna la laminazione e il lago del Cadore ricomincia a svuotarsi

La protesta dei pescatori che si scontrano con la burocrazia: «La legge impone ad Enel di iniziare a Ferragosto»

CALALZO. Ci risiamo. L’effetto della laminazione torna ad affliggere il lago di Centro Cadore scatenando la protesta generale. Ad annunciare qualcosa che tutti sapevano sarebbe accaduto è stato il presidente del Bacino di pesca numero 4, Giuseppe Giacobbi che, foto alla mano, ha denunciato un sensibile abbassamento dei livelli delle acque del lago a partire dal giorno di Ferragosto. Un abbassamento notevole, che si aggira intorno ai quattro metri al punto tale da scoprire in poche ore le sponde del bacino idrico.

«È uno spettacolo vergognoso, pessimo bigliettino da visita per il nostro lago che pur rappresenta un importante volano sotto il profilo turistico», ha sottolineato Giacobbi. Nulla di nuovo. Ogni anno, di questi tempi, puntuale l’effetto della laminazione torna a colpire il lago di Centro Cadore con un lento ma inesorabile abbassamento dei livelli delle acque che prosegue senza sosta fino alla metà di settembre.

«Avviare la laminazione a Ferragosto è uno schiaffo al territorio», prosegue Giacobbi, «quest’anno poi ancor di più, dopo tutto quello che abbiamo vissuto con il Covid 19 e le difficoltà per rimettere in piedi un territorio sotto il profilo turistico. Questo era peraltro un periodo particolarmente florido per quanto riguarda l’attività di pesca. Abbiamo registrato un notevole afflusso di pescatori, italiani soprattutto ma anche qualche straniero. Adesso, con questa sorpresa, le cose cambieranno inevitabilmente e questo rappresenta un enorme dispiacere per tutti noi che tanto teniamo alla vita ed alla attività del nostro lago».

Giacobbi ha contattato di persona l’Enel per chiedere spiegazioni, ricevendo la stessa risposta del passato: «Mi hanno detto che da parte loro sono tenuti a far rispettare la legge e la legge dice che l’effetto della laminazione va avviato alla metà del mese di agosto. Sotto il profilo strettamente burocratico c’è poco da dire, quello su cui si potrebbe discutere è il buonsenso, visto che spostare il tutto di una quindicina di giorni in avanti non credo, a mio avviso, che possa creare problemi. Non sono un ingegnere idraulico, non intendo sostituirmi a figure professionali preparate ma resta il fatto che questa situazione crea un danno enorme al territorio. Qualcosa va fatto, assolutamente».

La laminazione riporta in auge le recenti trattative avviate dalle istituzioni del territorio con Enel e supervisionate dall’Unione montana di Centro Cadore. Trattative evidentemente non andate a buon fine visto il risultato che, ad oggi, rappresenta una sconfitta per tutti. — Gianluca De Rosa