Talagona l’ultima valle – l’acqua non è solo energia

torrente TalgonaCime Cadin, val Talagona

Talagona, l’ultima valle

Quanto può valere la naturalità di una valle dolomitica nella quale l’uomo, che vi ha svolto fin dalla notte dei tempi le attività tradizionali, ha lasciato solo tracce leggere che non ne hanno modificato i delicati equilibri? Una delle poche, forse l’ultima, nella quale non sono presenti insediamenti umani o produttivi, attività inquinanti, cave o centrali idroelettriche, salvo un piccolo impianto di autoproduzione ad uso di un rifugio alpino. Una valle percorsa sul fondo da un torrente e da un’unica strada, in buona parte ancora sterrata, che si arresta ai piedi dei ghiaioni, da dove si diparte un reticolo di sentieri; una conca verde alla quale fa da sfondo una cerchia di guglie, pinnacoli e pareti verticali di dolomia principale?
Questo luogo esiste, si chiama Val Talagona, è incastonata nel Gruppo degli Spalti di Toro–Monfalconi in territorio di Domegge, proprio di fronte al paese, e per la locale amministrazione comunale impegnata a far quadrare i bilanci e sostenuta dall’alibi del “così fan tutti”, la rinuncia alla sua integrità vale circa 100.000 euro all’anno per vent’anni in virtù di una convenzione stipulata con la società privata che nell’ottobre del 2013 ha ottenuto dalla Regione Veneto la concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico dal torrente omonimo. Per la società privata di Breno, Brescia, che costruirà e gestirà l’impianto, si tratta invece di un affare che a fronte di un investimento di 6 milioni di euro (circa 12 miliardi di vecchie lire) garantirà un introito di 1.700.000 euro lordi l’anno per i 20 anni della concessone, un profitto impensabile in altri settori che rientrino nella sfera del lecito.  leggi tutto