Stop alla centralina tra Cima Sappada e sorgenti del Piave

da Messaggero veneto – 16 novembre 2019

Stop alla centralina tra Cima Sappada e sorgenti del Piave
Sull’impianto dell’Acquatona deciderà la Regione

La Corte di Cassazione annulla la decisione del Tribunale delle acque pubbliche di Roma che aveva
negato un ricorso presentato dal Comitato Bellunese Acqua Bene Comune e dal Wwf assieme
all’associazione Pescatori dilettanti del Comelico e di Sappada, per la revoca di una delibera della
giunta del Veneto del 2013, che autorizzava la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume
Piave, nel tratto compreso tra le sorgenti e il borgo di Cima Sappada. La vertenza era sorta ai tempi
in cui Sappada apparteneva ancora alla Provincia di Belluno e il progetto di utilizzazione delle acque
del fiume era stato concesso e confermato nonostante il livello di qualità di queste ultime fosse stato
classificato come “elevato”.
«Secondo la direttiva acque numero 60, approvata dalla Comunità europea il 23 ottobre 2000 –
sostiene Legambiente della Carnia –, in casi del genere vanno escluse tutte quelle opere, come le
derivazioni idroelettriche, che possono compromettere la qualità ambientale di un fiume. Si erano
venuti così a fronteggiare, da una parte, i comitati e le associazioni ambientaliste bellunesi, che
ricordavano come anche l’Arpa avesse indicato quel tratto del Piave come “sito di riferimento” e,
dall’altra, la Regione Veneto e il Comune di Sappada, favorevoli invece alla realizzazione dell’opera.
La decisione della Cassazione apre adesso la strada alla Regione Friuli Venezia Giulia, cui è passata
nel frattempo la pratica, per riconsiderare la richiesta e garantire una reale tutela delle bellezze del
fiume sacro alla Patria».
Legambiente, che assieme al Wwf del Fvg e a Lucia Ruffato, in rappresentanza del Comitato
bellunese Acqua Bene Comune, era intervenuta lo scorso anno a Trieste, esprime soddisfazione per
la sentenza e auspica ora che anche il progetto di derivazione del Piave nel tratto più a valle, nella
famosa forra dell’Acquatona, venga definitivamente scongiurato. «L’alto corso del Piave, nel
territorio di Sappada – dicono da Legambiente – è interessato da due progetti di derivazione
idroelettrica. Uno nel tratto tra le sorgenti e il borgo di Cima Sappada, che aveva già ottenuto
un’autorizzazione dalla Regione Veneto, nonostante fosse stato individuato come “sito di
riferimento” per la qualità dell’ambiente naturale e delle acque. Ed è questo il motivo del ricorso del
Comitato bellunese che ha ottenuto ragione con la recente sentenza. L’altro, invece, riguarda il tratto
immediatamente a valle di Sappada, nella zona della forra dell’Acquatona, che deve ancora ottenere
l’approvazione, ma insiste su un geosito che rappresenta anche un richiamo per i turisti».
Gino Grillo