Sottocastello: «Le acque reflue di Pieve finiscono dentro il lago»

Dal Corriere delle Alpi del 17 Novembre 2017

Grido di allarme di un gruppo di cittadini che hanno fatto delle attente verifiche
Sotto accusa le pompe di filtraggio del tratto fino al depuratore di Sottocastello
«Le acque reflue di Pieve finiscono dentro il lago»

PIEVE DI CADORE«Le acque reflue di Pieve stanno finendo nel lago del Centro Cadore senza che nessuno faccia assolutamente niente per evitare questo scempio». Il grido d’allarme arriva da alcuni cittadini inviperiti, evidentemente più attenti di molti altri: insieme, hanno riscontrato, dopo aver portato a termine una minuziosa indagine personale, delle carenze nel sistema fognario che serve il capoluogo cadorino.Fari puntati in particolare sulle pompe di filtraggio adibite a smistare gli scarichi lungo il tragitto che va dalle abitazioni al depuratore di Sottocastello, transitando nella cosiddetta stazione di sollevamento situata peraltro a due passi da piazza Tiziano.

Proprio queste pompe, tre per la precisione, stando alla segnalazione, non starebbero funzionando a dovere ormai da diversi mesi.Il guasto, infatti, da rimandare probabilmente all’usura del tempo, è stato già segnalato al Bim una prima volta nello scorso mese di luglio; ma, ad oggi, a distanza di circa quattro mesi, il problema non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Risultato? Con la stazione di sollevamento in tilt, una parte delle acque reflue che dal centro cittadino dovrebbero finire nel depuratore di Sottocastello si disperdono nell’ambiente esterno senza alcun controllo, correndo così verso valle, sfruttando a pieno il consistente dislivello altimetrico fino ad immettersi direttamente nel lago del Centro Cadore.

A confermare tutto questo c’è una perdita, visibile anche ad occhio nudo, seppur estremamente attento, riscontrata proprio a ridosso di una delle due gallerie situate lungo la statale 51 bis, sotto l’abitato di Pieve, peraltro a strettissimo contatto con la pista ciclabile.Ad avvalorare la tesi si registra nella zona un costante odore nauseabondo, conseguenza diretta della perdita che transita da quelle parti prima di concludere la propria corsa nelle acque del lago.Stando alla denuncia, la quantità delle acque reflue che, al posto di essere accolte nell’area di depurazione di Sottocastello si perdono tra i boschi situati a cavallo tra l’abitato di Pieve e le sponde del lago di Centro Cadore, sono stimabili in circa venti metri cubi all’ora. Una percentuale non certo irrilevante, al punto che risulta difficile pensare che sia passata inosservata, non tanto all’occhio degli ignari cittadini quanto a quello degli addetti ai lavori.Ora la patata bollente passa al Bim: gli stessi cittadini che hanno avanzato la segnalazione assicurano che l’ente è perfettamente a conoscenza del problema.

C’è però di più: è bastata una breve disamina a più ampio raggio sul sistema fognario del territorio cadorino per scoprire che il problema non è da considerare solo di Pieve: piccoli casi di malfunzionamento nel recente passato sono stati registrati anche in altri Comuni come Vigo ed Auronzo.

Gianluca De Rosa