Sindaco Val di Zoldo: «Giù le mani dal Maè, la zona è inviolabile»

Dal Corriere delle Alpi del 24 settembre 2017

Il sindaco di Val di Zoldo De Pellegrin si prepara al sopralluogo di giovedì per un progetto di Cire
«Giù le mani dal Maè, la zona è inviolabile»

VAL DI ZOLDO L’invito è rivolto a sindaco e tecnici ma è possibile che al sopralluogo si presentino anche associazioni e semplici cittadini. «Il tema delle centraline è molto sentito» spiega il primo cittadino di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin, «sono convinto che avremo una partecipazione ampia». L’appuntamento è per giovedì, data in cui la Regione Veneto ha fissato il sopralluogo per il progetto di realizzazione di una centralina sul torrente Maè in Val di Zoldo. Non è certo il primo progetto ad essere presentato in una zona già sfruttata dal punto vista idroelettrico.

Una situazione che il sindaco ha deciso di arginare contrapponendosi con tutta la sua forza istituzionale a nuovi impianti. «Siamo contrari a questo progetto» spiega De Pellegrin, «come siamo contrari a tutti gli impianti in Val di Zoldo. Dobbiamo convincere la commissione tecnica, dalla quale dipende la decisione di mandare il progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale, che questo impianto non ci serve. Non credo che saranno necessarie molte parole: l’area dell’impianto, quella di Pecol e delle Palanche, è talmente di pregio che chiunque si renderebbe conto che va tutelata. Sono convinto che questo impianto non potrà andare in Via».Il progetto (codice 62/16) è presentato da Cire srl, società di Benevento e si aggiunge al già lungo elenco di tentativi di sfruttamento sotto il profilo idroelettrico del torrente Maè.

Una situazione che al sindaco De Pellegrin proprio non va giù, tanto che ha fatto realizzare anche una vignetta da usare per i materiali informativi: le protagoniste sono le “formichine” di Fabio Vettori impegnate in una manifestazione pacifica contro le centraline. «Che vada in Via o meno, questo impianto non si farà» assicura De Pellegrin, «in un momento in cui il Veneto rivendica la sua autonomia, Belluno la sua specificità e Sappada ottiene la possibilità di passare al Friuli Venezia Giulia, una comunità non può vantare il suo diritto di difendere il suo bene più prezioso?

Quell’impianto non si deve fare e sono curioso di vedere fino a dove questo Stato arriverà. Abbiamo il sostegno della popolazione, il tema è molto sentito in valle: a parte qualcuno, la gran parte della popolazione si rende conto che quelle aree sono inviolabili». (v.v.)