Sindaco Val di Zoldo: bene la sentenza del Tribunale sul Rio Canedo

Dal Gazzetino del 6 gennaio 2017
«Bene la sentenza del Tribunale: mai condivisa quella centralina»

VAL DI ZOLDO,  La sentenza con cui il tribunale superiore delle acque di Roma ha bocciato l’ipotesi derivazione idroelettrica per uso privato dal Rio Canedo nell’Alta Val di Zoldo è stata accolta con comprensibile euforia dall’amministrazione del comune di Val di Zoldo e dal sindaco Camillo De Pellegrin in prima persona. Perché De Pellegrin non fa mistero della propria contrarietà a quella che non esita a definire una speculazione a danno del nostro ambiente: «Ora si tratta di capire se il pronunciamento in oggetto rappresenta un atto conclusivo processuale: in questo caso la prospettiva per il comune potrebbe mutare radicalmente, in quanto l’ente, espressamente contrario a questo sfruttamento del territorio, ritornerebbe padrone dei propri atti, vale a dire non più vincolato da quella discussa delibera della precedente amministrazione, la 28/2013, che personalmente non condivido, ma che sin qui in qualche modo ha inevitabilmente condizionato i nostri atti ufficiali». Sono parole chiare quelle del primo cittadino di Val di Zoldo, che non sono nuove, ma segnano una svolta definitiva nel modo di guardare alle centraline. Verso cui sinora conoscevamo soprattutto l’opposizione dei comitati e dei singoli cittadini. Ancora De Pellegrin: «Nelle prossime settimane il comune Val di Zoldo convocherà una riunione aperta a tutti i cittadini: con loro voglio condividere i possibili rischi di una eventuale sconfessione ufficiale degli atti intrapresi dall’amministrazione precedente». Parallelamente sarà verificato in ambito legale quanto la sentenza di annullamento della concessione a derivare incida sulla convenzione che il comune ha stipulato con Energie comuni, nell’approvare quella delibera. «Ma non basta che questa presa di coscienza maturi in Zoldo: dev’essere una conquista di tutta la comunità della montagna bellunese, e non solo. Di più: noi ci muoviamo consapevolmente in questa direzione: la salvaguardia dell’ambiente non può essere considerata solo in funzione del suo uso turistico, deve valere di per sé». I prossimi passi? «Inserire nel Pat vincoli stringenti, capaci di blindare le nostre ricchezze ambientali».,