Siccità, scatta l’allarme per gli ospedali

Dal Corriere delle Alpi del 12 aprile 2017

Con Bim Gsp stanno facendo una ricognizione nelle loro frazioni. «Comportiamoci con responsabilità»
Sindaci alla ricerca di nuove risorse idriche

BELLUNO La mobilitazione contro la siccità sta investendo in prima persona i sindaci: dopo le ordinanze emesse a gennaio, ora sono chiamati a correre per incontrare la popolazione e sensibilizzarla sull’uso corretto dell’acqua. E, insieme a Gsp, dovranno anche redigere una sorta di mappa delle sorgenti disponibili nei singoli territori.

Un censimento che potrebbe tornare utile in caso di vera emergenza idrica. «Siamo davvero preoccupati», dichiara il primo cittadino di Cencenighe, William Faè, che insieme ai colleghi di Sovramonte e Ponte nelle Alpi, è quello con i problemi più impellenti. «Il nostro problema deriva dalla vasca dei Coi che è sempre scarica e per questo viene rifornita da Vallada Agordina tramite dei tubi volanti.Molto spesso, però, dobbiamo ricorrere all’intervento delle autobotti dei vigili del fuoco, altrimenti rimaniamo a secco.

La nostra gente è abituata a usare con parsimonia questo bene prezioso, ma andremo ugualmente nelle frazioni per ricordare che è necessario evitare gli sprechi e gli usi impropri». Come aveva promesso già l’altro ieri, all’uscita dal vertice prefettizio, il sindaco pontalpino Paolo Vendramini già ieri ha provveduto a convocare una riunione con tutti i capi settore del Comune. «Abbiamo ragionato sul da farsi in vista di una possibile crisi idrica», commenta. «Sul tavolo c’è il monitoraggio dell’intero territorio: i tecnici del Bim Gsp stanno facendo un lavoro notevole. Ci sarà, poi, una fase di informazione nei confronti della popolazione. Bisogna limitare gli sprechi».

Il Comune incontrerà poi i capi della Protezione civile e attiverà il controllo di vicinato. «Si tratterà anche di tenere sotto controllo la situazione dove ci sono captazioni dell’acqua e sorgenti», prosegue Vendramini. «Abbiamo sette scuole con le mense, una casa di riposo e diversi casi sociali. Predisporre un piano è indispensabile. Ci stiamo inoltre attivando per ottenere le cisterne da portare nelle frazioni».

Il sindaco ha poi parlato con Bim Gsp della sorgente del Rio dei Frari: «Lì c’è un refluo costante, al secondo, di parecchi litri. Risorse idriche che attualmente si perdono nel nulla. Bisogna lavorare per capire come captarle. In questo senso saranno utili anche i lavori che partiranno in estate alla rete acquedottistica Col Coltron-Piaia».

Anche Jacopo Massaro, come hanno fatto tutti i suoi colleghi bellunesi, dopo aver ordinato di non sprecare l’acqua e di limitarne l’uso solo per scopi domestici e personali, e dopo aver chiuso le fontane del centro e delle frazioni, rinnova l’invito alla popolazione «a tenere comportamenti responsabili. Alle volte bastano dei piccoli accorgimenti per promuovere in famiglia e nei luoghi di frequentazione un autentico risparmio a vantaggio di tutti».

Luca Soppelsa (Regione)

 
Solo quello di Feltre è dotato di vasche di accumulo. I vigili del fuoco: «Tutte le strutture sensibili dovrebbero averle»
Siccità, scatta l’allarme per gli ospedali
Stiamo facendo il censimento delle cisterne disponibili Possono essere utilizzate al bisogno su richiesta degli amministratori

BELLUNO Anche gli ospedali bellunesi dovranno dotarsi di vasche di accumulo dell’acqua per gestire un’emergenza, come quella che da due anni sta interessando la provincia. Ad oggi, come rilevato nel corso del vertice in Prefettura dal rappresentante dell’Usl 1 Dolomiti, Mauro Soppelsa, «soltanto l’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre è dotato di una vasca che può garantire 4-5 giorni di autonomia idrica alla struttura. Si tratta di acqua potabile che arriva dall’acquedotto e passa attraverso la vasca per poi rifluire nell’acquedotto, questo a garanzia che non si verifichino fenomeni di ristagno».

«Dopo l’emergenza dello scorso anno», sottolinea ancora Soppelsa, «l’allora Usl 2 ha chiesto alla Regione Veneto di poter aumentare la portata di questa cisterna. Il piano è quello di realizzarne alcune che possano funzionare con le condotte acquedottistiche tramite il principio dei vasi comunicanti, così da avere sempre il riciclo d’acqua». A parte il Santa Maria del Prato, però, gli altri tre ospedali bellunesi (Belluno, Agordo e Pieve di Cadore) sono sprovvisti di questi serbatoi, tanto che per la struttura cadorina, nell’inverno 2015 erano intervenuti un paio di volte i vigili del fuoco per il rifornimento idrico. «Dobbiamo fare questo tipo di ricognizione per garantire risposte tempestive in caso di siccità nelle nostre realtà.

Visti i cambi climatici, infatti, diventa importante iniziare a ragionare sui modi per gestire al meglio le emergenze senza creare disagio ai cittadini». «Il problema», evidenzia il comandante dei Vigili del fuoco di Belluno, Vincenzo Giordano, «è che tutte le strutture sensibili di pubblica utilità, come appunto ospedali o le case di riposo, dovrebbero munirsi di queste vasche, perché altrimenti le nostre autobotti, impossibilitate a scaricare l’acqua, sono costrette a stazionare per diversi giorni nelle singole aree interessate dall’emergenza. In questo modo, però, si toglie un mezzo alla disponibilità del territorio. Disponibilità che, quando siamo in stato di allerta, dovrebbe essere garantita per evitare ritardi nell’intervento». Intanto, anche la Regione Veneto si sta attrezzando per far fronte alla forte carenza idrica.

La Protezione civile è già all’opera, come fa sapere il suo direttore Luca Soppelsa. «Abbiamo iniziato a fare un censimento dei mezzi a nostra disposizione in caso di bisogno. Abbiamo in magazzino delle cisterne per contenere l’acqua non potabile e altre, che ci vengono dalla sezione dell’antincendio boschivo, per il trasporto di quella potabile. Tutte queste possono essere utilizzate al momento del bisogno, su richiesta dei singoli sindaci». Richieste che ad oggi non sono ancora arrivate. «Siamo ancora in una fase di prevenzione, anche se l’assenza di precipitazioni nelle prossime settimane, potrebbe portare all’emergenza vera e propria».

Le previsioni meteo, infatti, non sono delle migliori. «Secondo fonti Arpav», prosegue ancora Soppelsa, «le precipitazioni previste in questi giorni saranno davvero minime e pertanto le condizioni attuali di siccità non conosceranno grandi e rimarchevoli modifiche. Per questo motivo dobbiamo muoverci ora per avere a disposizione il materiale necessario per superare eventuali crisi future».

Paola Dall’Anese