Siccità, il Veneto chiede al ministro la priorità all’uso potabile

Dal Corriere delle Alpi del 28 luglio 2017

Siccità, il Veneto chiede al ministro la priorità all’uso potabile

Pan: stop allo sfruttamento idroelettrico

VENEZIA Secondo la direzione agroalimentare della Regione, ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro i danni all’agricoltura veneta causati dalla prolungata siccità. «La gestione dell’acqua deve privilegiare gli usi prioritari, quello potabile e quello irriguo, e non il profitto di società che usano la risorsa idrica per scopi diversi e rispondono unicamente agli interessi dei propri azionisti.

Non è più tollerabile che la gestione della risorsa idrica sia lasciata in mano a società che tendono ad ottimizzare i ricavi anziché preoccuparsi del corretto uso di una risorsa limitata, indispensabile per la vita umana e la società civile»: è la posizione assunta dalla delegazione del Veneto nel confronto con il ministro per l’ambiente Galletti in sede di Conferenza Stato-Regioni. «Tra lo scorso ottobre e giugno 2017 le piogge in Veneto sono diminuite del 25% rispetto alla media stagionale, con punte del 33% nel bacino dell’Adige e del Po, e con effetti particolarmente drammatici anche alle foci del Brenta», ha esordito l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan «nella sezione di Boara, ed esempio, il fiume Adige ha attualmente una portata di 25-30 metri al secondo, contro gli 80 previsti per il corretto di funzionamento della barriera anti-intrusione salina posta in prossimità della foce».

L’amministrazione regionale ha già predisposto interventi emergenziali per oltre 7 milioni ed è pronta ad emanare la quarta declaratoria di crisi idrica, protraendo così al 10 agosto lo stato emergenziale per limitare i prelievi irrigui del 50% nel bacino dell’Adige e del 20% negli altri bacini ma la penuria d’acqua è aggravata dal fatto che a primavera i bacini idroelettrici che afferiscono all’asta dell’Adige erano quasi completamente vuoti, perché si è privilegiata la produzione idroelettrica rispetto ad una corretta gestione degli invasi. «Appare sempre più urgente», è la conclusione di Pan «varare un piano nazionale di soccorso idrico, in particolare per le pianure del Nord, e realizzare importanti infrastrutture che consentano di diversificare gli approvvigionamenti idropotabili, accumulare l’acqua nei periodi piovosi, in particolare nelle zone montane, e ottimizzarne l’uso nei periodi più siccitosi».