Siccità: 10 Regioni al collasso. Risalita del cuneo salino e deficit idrico generalizzato

Dal Gazzettino del 24 luglio 2017

Le stime: due tersi dei campi coltivati sono in condizioni di arsura
Le precipitazioni: rispetto al passato i rovesci sono violenti ma brevi, quindi inefficaci

Siccità: 10 Regioni al collasso. Risalita del cuneo salino e deficit idrico generalizzato

PO E ADIGE IN AFFANNO Oggi sarà una giornata di rovesci e temporali, ma il Nordest non si fa troppe illusioni. Da domani sono previsti di nuovo sole e caldo, per cui l’emergenza siccità sembra destinata a permanere, tanto che una Regione come il Veneto non esclude di dover emettere la quarta ordinanza sullo stato di crisi idrica in nemmeno cento giorni. «Eppure il governo ha accolto la richiesta di emergenza presentata dall’Emilia Romagna e non la nostra», lamenta Gianpaolo Bottacin, assessore veneto all’Ambiente.

Le precedenti disposizioni erano state emanate dal governatore Luca Zaia il 18 aprile, il 16 maggio e il 21 giugno, allo scopo di contingentare l’acqua. Ma da allora la situazione non è affatto migliorata, secondo quanto emerge dalla mappa aggiornata ieri da Coldiretti, che descrive pesanti conseguenze per il settore primario: «Gli agricoltori sono costretti a bagnare soia, mais, barbabietola, tabacco oltre a tutte le orticole, comprese le frutticole già in emergenza ma anche i prati stabili, con conseguente aggravio dei costi di produzione.

Preoccupa anche il cuneo salino, che interessa una zona del Polesine di circa 62mila ettari, pari al 10% della superficie regionale e particolarmente vocata agli ortaggi». Difficoltà vengono evidenziate dall’associazione di categoria anche nel resto del territorio nordestino: «In Trentino Alto Adige la produzione del primo taglio di fieno è stata falcidiata del 30%, ma la siccità ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate, con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e della Valsugana. Inoltre lo stato di sofferenza idrica è stato sancito dalla Regione in Friuli Venezia Giulia».A livello nazionale Coldiretti auspica interventi strutturali. «La stessa richiesta sottolinea il presidente veneto Martino Cerantola vale anche per il Nordest.

Il paesaggio veneto si sta lentamente modificando con l’introduzione di colture come il sorgo, meno esigente rispetto al mais, e le semine sempre più cospicue di cereali autunno-vernini, che consentono di affrontare meglio le alte temperature. Lo sforzo degli agricoltori nella direzione dell’uso razionale dell’acqua, l’applicazione di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti deve essere riconosciuto da una politica più attenta agli investimenti che potenzino la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana».

Almeno per il momento, però, non sono annunciati sostegni economici. «Più di un mese fa ricorda l’assessore regionale Bottacin avevamo chiesto che il Consiglio dei ministri riconoscesse lo stato di emergenza per il territorio veneto, interessato da condizioni di deficit idrico generalizzato, risalita del cuneo salino nel Po, carenza di disponibilità idrica nell’Adige tale da mettere a rischio l’approvvigionamento irriguo e idropotabile. Ma la domanda presentata dall’Emilia Romagna è stata accolta, mentre quella avanzata dal Veneto no, malgrado Roma sia perfettamente a conoscenza della nostra situazione, considerate le numerose riunioni a cui hanno partecipato i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, dell’autorità di Bacino e del dipartimento della Protezione Civile.

Cosa dobbiamo fare, andare in ginocchio a chiedere i soldi al governo Gentiloni?».Guardando alle rilevazioni delle precipitazioni registrate dall’Arpav negli ultimi due mesi, colpisce la raffica di zero millimetri inanellata dalle stazioni venete. Appena una ventina le giornate caratterizzate da precipitazioni, quasi tutte peraltro dalle quantità decisamente modeste, al netto della tragua prevista per oggi dai meteorologi di Teolo: «Fino alle prime ore di martedì, tempo instabile con rovesci e temporali, dapprima sulle zone montane e pedemontane, successivamente anche sul resto della regione. Sono possibili fenomeni localmente intensi: forti rovesci, raffiche di vento, locali grandinate