Sarzana, sindaco di Voltago contro la Provincia

Dal Corriere delle Alpi del 4 novembre 2016
 
Concessioni di centraline sindaci contro la Provincia

AGORDINO «Così no non ha più senso fare i sindaci». È amara la riflessione di Bruno Zanvit, sindaco di Voltago, nel momento in cui ieri al telefono riceve l’informazione che lo scorso 25 ottobre la Provincia ha assegnato la concessione per costruire una centrale idroelettrica sul torrente Sarzana (comune di Voltago) alla società Dolomiti Derivazioni srl di Ospitale di Cadore (subentrata alla Zollet Ingegneria e rappresentata legalmente da Valentino Vascellari). Come lui fino a ieri non sapevano nulla neanche Valter Todesco ed Ezio Zuanel, rispettivamente sindaci di Rivamonte e La Valle: al confine fra i due comuni, in località Ponte dei Castèi, sul Cordevole, Palazzo Piloni (sempre il 25 ottobre) ha dato l’ok per costruire un impianto idroelettrico alla Idro Energia&Ambiente srl di Santa Giustina (amministratore unico Vittorio Zollet). Rinaldo De Rocco, sindaco di Canale, aveva appreso mercoledì da Facebook che la domanda del Comune di Canale per una centralina sul torrente Liera era stata bocciata a favore di quella dei privati della Dolomiti Derivazioni srl. A Rocca Pietore la Provincia ha detto che la Protecno Rio Rosse srl di Falcade (legalmente rappresentata da Gabriele Zanvit) potrà fare la centralina sul Ru de le Rosse. Il sindaco Andrea De Bernardin ne era all’oscuro. Ma in una Provincia governata dai sindaci è normale che i sindaci non sappiano nulla di quello che viene deciso di fare sui loro territori? «No che non è normale», sbotta Valter Todesco «i colleghi sindaci in Provincia potrebbero avvisare gli altri di quello che succede nei nostri territori. Io non sapevo niente e non posso andare tutti i giorni a consultare l’albo provinciale. È una cosa deprimente». Sbigottito anche Ezio Zuanel. «Beh», dice ironico «d’altronde anche quando fanno i sopralluoghi ci informano per conoscenza, ma non ci invitano». Bruno Zanvit il sindaco lo fa da tempo, ma la misura adesso sembra colma. «Non dovrebbe essere normale che nessuno ci dica niente», spiega amaramente «ma si vede che è normale. Ho visto Grones (consigliere provinciale, ndr) anche mercoledì sera e non mi ha detto niente. Domani (oggi, ndr) vado in Provincia e vedrò. Certo è che la centralina non l’hanno ancora fatta, vedremo cosa possiamo fare per fermarla, in passato avevamo raccolto e portato a Venezia le firme per dire no». A Canale, intanto, Rinaldo De Rocco ha già contattato l’avvocato per fare opposizione entro 60 giorni. Qui la questione è ancora più delicata in quanto il Comune era parte in causa avendo presentato un progetto in concorrenza. Nessuno si è premurato di comunicare all’ente che era stato preferito il privato. «Ho cercato Silvia Tormen (consigliere provinciale, ndr) e non sapeva niente, Grones era via. Mah? Prima ci lamentavamo della Regione, ma ora qui ci sono i nostri colleghi. Manca l’etica nei nostri confronti. Questa Provincia non ci aiuta: siamo noi Comuni semmai ad avere bisogno di una boccata d’ossigeno, non i privati. E comunque noi la centralina, se avessimo avuto la concessione, non l’avremmo fatta». Contrario alle centraline private è pure Andrea De Bernardin. «Sono opere quelle che si vogliono fare a Rocca», dice «che non contribuiscono più di tanto alla produzione di energia elettrica, ma solo a riempire le tasche dei privati».

Gianni Santomaso