Salviamo il Paesaggio: stop alle centraline

A RAI3 – Prima Pagina, 16 novembre 2015

Da Paolo Favaro
Presidente Comitato Cave Marocco
Coordinatore Salviamo il Paesaggio – Mogliano Veneto (TV)

Stoppiamo le centraline idroelettriche
Gentile giornalista, rappresento due associazioni locali: Comitato
Cave Marocco e Salviamo il Paesaggio Mogliano Veneto che, pur agendo nella bassa
pianura veneta, conoscono, frequentano e amano le acque che scorrono verso le
nostre pianure irrorandole nelle calure estive e fornendo energia alle tante centrali
idroelettriche che dal secolo scorso ne forzano il percorso.
In questi ultimi anni l’utilizzo distorto di una Legge positiva che si propone di puntare
alle risorse rinnovabili per ridurre l’impatto sull’ambiente di petrolio e gas, sta
portando a un assurdo piano d’intervento a tappeto su corsi d’acqua già ampiamente
sfruttati.
Un piano che dovrebbe/potrebbe, se attuato, distruggere centinaia di siti che dal 2009,
in Veneto, sono entrati a far parte del patrimonio mondiale UNESCO: siti che nel
Veneto sono ricompresi nelle Dolomiti.
Costruire una centrale idroelettrica, per quanto piccola, in aree apparentemente
iperprotette (sulla carta) e vendere questi interventi come un prezzo necessario da
pagare al raggiungimento di un obiettivo virtuoso, ci appare come un’enorme
sciocchezza e, a tal proposito, i dati che continua a sfornare il Comitato bellunese
acqua bene comune ci appaiono inoppugnabili.
La resa energetica che ne deriva non vale assolutamente le risorse finanziarie
assegnate e la ricaduta a livello locale appare risibile a fronte di danni irreparabili
creati a un paesaggio unico e, lui si, non rinnovabile.
Molti di noi hanno negli occhi quanto accaduto in Valle del Mis, nella Val Corpassa e in
molti altri luoghi ove si è già agito.
Portare strade di accesso a luoghi oggi raggiungibili solo con difficoltà per erti sentieri,
perforare rocce per inserire le tubazioni che portano alle centraline, costruire briglie in
tratti ove ancora l’acqua scorre libera e la fauna ittica può riprodursi non possono
essere considerati interventi a basso impatto ambientale.
Sono centinaia questi “luoghi del cuore” che verrebbero irreparabilmente segnati e, si
badi bene, luoghi già tutti o quasi, utilizzati da ENEL e da chi vi è subentrato nella
gestione: il bacino del Piave è un esempio macroscopico, eppure su di esso si
continua ad intervenire giustificandosi sempre col fatto che si tratterebbe di
microinterventi e sembra nessuno si accorga di cosa succeda quando questi interventi
sono centinaia!
CREDIAMO SINCERAMENTE CHE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO MERITI
UN’ATTENZIONE DEI MEDIA A LIVELLO NAZIONALE E NON SOLO LOCALE.
Confidando nella vostra attenzione, cordialmente
Paolo Favaro
Presidente Comitato Cave Marocco (sito: www.cavedimarocco.it)
Coordinatore Salviamo il Paesaggio – Mogliano Veneto (TV)
www.cavedimarocco.it
www.salviamoilpaesaggio.it