Rocca, nuova centralina lungo il Cordevole

Dal Corriere delle Alpi dell’8 gennaio 2017

Da Saviner a Santa Maria delle Grazie, martedì l’incontro in municipio
Progetto presentato dalla famiglia Pra, con una condotta lunga 1.5 chilometri

BELLUNO Una nuova centrale idroelettrica sul Cordevole, decine e decine di altre che incombono su tutta la provincia. Non si ferma (e non si fermerà finchè ci sono gli incentivi governativi) la corsa allo sfruttamento di ogni singolo torrente bellunese. L’ultimo caso arriverà al primo sopralluogo martedì prossimo, quando le parti si incontreranno nel municipio di Rocca Pietore alle 9.30. Ci sarà il comune interessato con il sindaco Andrea De Bernardin, e poi la Regione, la Provincia, il genio civile, l’Arpav, l’autorità di bacino e la ditta che propone l’intervento, l’hotel Posta di Sergio e Floriano Pra di Caprile. Sono ancora una volta gli ambientalisti a dare notizia di quello che sta per accadere, per bocca di Lucia Ruffato. «Questo è il secondo impianto della famiglia Pra sul Cordevole – spiega la Ruffato – l’altra centralina sul Cordevole è intestata a Franco Pra, fratello di Floriano». Cosa prevede il progetto? Si prevede di prelevare in località Pian de la Nos a Caprile, quota 994 metri, l’intero scarico della centrale di Saviner, e trasportarlo con una condotta di 1,4 metri di diametro e della lunghezza di 1500 metri fino in località Santa Maria delle Grazie, dove dovrebbe essere realizzata la centrale: «Un edificio lungo 18 mesi e largo dai 3 agli otto metri. La portata massima di concessione è uguale a quella di Saviner – spiega la Ruffato – 3500 litri al secondo. Il deflusso minimo vitale previsto dalla legge a valle di Caprile va da 546 a 874 litri al secondo che ovviamente sparirebbero in un alveo così largo, come vedranno benissimo i turisti che percorrono i percorsi pedonali che ci sono sia sulla destra che sulla sinistra del Cordevole sotto Caprile». Il costo dell’opera, spiega la rappresentante ambientalista, è di 1.8 milioni di euro: «Il rientro annuo, grazie agli incentivi statali sulle rinnovabili che successivamente vengono recuperati nelle nostre bollette, di 284mila euro». Altri dati riguardano la potenza di concessione, 213 kw, e la produzione ipotizzata, 1.3 milioni kwh annui. «Quindi un altro pezzo di Cordevole viene privato dell’acqua per arricchire qualcuno, per una quantità di energia che potrebbe essere agevolmente prodotta e in modo meno impattante, da 350 impianti fotovoltaici da 3 kw sul tetto». Sono moltissime le domande per realizzare centraline lungo i torrenti agordini, Cordevole e affluenti. Nel primo tratto del Cordevole fino ad Alleghe, sottolinea la Ruffato, sono già in funzione altri impianti privati, almeno quattro, uno dei quali ha in corso una istruttoria per la richiesta di rinnovo con aumento di portata e di lunghezza della derivazione. Non bisogna poi dimenticare Enel Green Power che, secondo le informazioni ambientaliste, ha inoltrato una domanda per una presa trasversale dal torrente Andraz e una presa laterale dal Cordevole, con una portata massima di seimila litri al secondo. «Delle dodici ultime concessioni rilasciate dalla Provincia a novembre, tre riguardano l’Agordino.E altre stanno arrivando».

Sindaco perplesso: «Quanta acqua resterà?»
ROCCA PIETORE. La nuova centrale idroelettrica sul Cordevole da Saviner a Santa Maria delle Grazie sarebbe tutta sul territorio di Rocca Pietore. Per questo l’incontro di martedì inizierà in municipio per spostarsi poi lungo il torrente nel tratto che sarà interessato dagli eventuali lavori. Il sindaco Andrea De Bernardin guarda con grande perplessità alla richiesta della famiglia Pra, non tanto per la costruzione della condotta, che ovviamente verrebbe interrata, ma piuttosto per la costruzione della centrale prevista a Santa Maria delle Grazie, uno dei gioielli anche architettonici della vallata. «Noi siamo sempre stati attenti all’impatto ambientale di questo genere di opere e ci siamo attivati per bloccarle, come nel caso dell’intervento in valle di Franzedas, laterale della valle Ombretta» spiega il sindaco. «Per quanto riguarda il progetto dei Pra, non si tratta di prendere acqua da un torrente ma dallo scarico di Saviner. Però c’è da valutare l’impatto della mancanza dell’acqua nel Cordevole per quanto riguarda gli scarichi dei paesi e degli alberghi». Infatti nè a Rocca Pietore nè ad Alleghe ci sono dei veri e propri depuratori, ma delle vasche imhoff. «Finchè c’è acqua nei torrenti, le cose possono andare bene, se viene tolta, proprio non so». Inoltre quella zona, lungo il Cordevole, è interessata dal grosso progetto di pista ciclabile da Malga Ciapela fino a Taibon, beneficiato da un importante finanziamento ex Odi. Anche il Comune di Rocca ha realizzato una centralina nel torrente Pettorina. Quindi il principio di costruirle non viene escluso dal Comune, ma con finalità di dare servizi ai cittadini.