Ricorso per il Maè, scontro Comune-Provincia

Dal Corriere delle Alpi del 4 ottobre 2017

Il sindaco De Pellegrin: «Siamo al paradosso, siamo in causa per difendere il territorio»
Ricorso per il Maè, scontro Comune-Provincia

VAL DI ZOLDO La Provincia dei sindaci contesta il ricorso di un sindaco. E gli chiede anche di pagare le spese processuali. Nel giorno in cui il presidente dell’ente di area vasta Padrin ha convocato gli amministratori per discutere del referendum per l’autonomia, avrebbe dovuto svolgersi l’udienza al Tribunale superiore delle acque pubbliche per la centralina sul Maè. Contesta dall’amministrazione comunale. Una coincidenza assai curiosa. L’ennesima richiesta di derivazione sul corso d’acqua che solca la valle è stata contestata dall’amministrazione, che ha presentato ricorso al Tsap contro la Provincia per aver rilasciato la concessione a derivare acqua per scopi idroelettrici, un anno fa.

Nel ricorso sono coinvolti anche la Regione e la società Dolomiti derivazioni srl, che ha ottenuto la concessione per una domanda che era stata presentata, ancora nel 2012, da Idroelettrica alpina (c’è stato un subentro a procedura avviata). L’udienza è stata rinviata a dicembre, ma proprio ieri, a poche ore dall’assemblea dei sindaci convocata a Palazzo Piloni, Camillo De Pellegrin ha ricevuto alcuni atti. Sono le conclusioni della Provincia sul ricorso.

La memoria difensiva in pratica. «È un paradosso», attacca De Pellegrin. «Siamo la Provincia dei sindaci? Io, che sono un sindaco, ho dovuto far causa alla Provincia per difendere la Val di Zoldo dall’ennesimo impianto. Proprio quella Provincia che la settimana scorsa ha votato in consiglio un atto di indirizzo che mira a tutelare maggiormente i corsi d’acqua dalla realizzazione di centraline idroelettriche». Ma quello che infastidisce di più Camillo De Pellegrin è leggere le motivazioni con le quali l’ente si difende: «Dicono che il Maè non è sfruttato come sosteniamo noi, che il Comune stesso aveva presentato il progetto per fare un impianto. Ma era anni fa, abbiamo rinunciato e quella pratica è archiviata».

Sul Maè e sui suoi affluenti insistono almeno sette richieste di concessioni a derivare per scopi idroelettrici. «Io devo pensare al futuro della vallata. Non sto parlando da ambientalista, ma qui stiamo assistendo ad una oggettiva devastazione del territorio, che comprometterà l’economia turistica, fonte di sopravvivenza della nostra terra», continua. De Pellegrin ha impugnato la concessione non appena è stata rilasciata. «La popolazione è contraria, e lo sono anche i proprietari delle seconde case. Parliamo dell’ennesimo progetto speculativo presentato da privati. Lo sappiamo che questi impianti, sotto il megaWatt di potenza, danno un apporto minimo alla produzione idroelettrica nazionale.

Abbiamo già dato, come territorio, in merito a sfruttamento».«E parliamo di autonomia?», conclude De Pellegrin. «Siamo al paradosso. Un sindaco che fa causa a un ente di cui fa parte, per tutelare il suo territorio, visto che quell’ente non lo sta facendo avendo rilasciato una concessione idroelettrica».

Alessia Forzin