Reolon: I sindaci non sono disarmati

Corriere delle Alpi 2014-11-28,
Reolon bacchetta la Tormen «I sindaci non sono disarmati»

TAIBON «I sindaci non sono disarmati, spetta loro far sì che la Provincia eserciti fino in fondo la competenza sul demanio idrico». A dirlo è il consigliere regionale Sergio Reolon dopo aver appreso della decisione dell’amministrazione comunale di Taibon di presentare un progetto in concorrenza alla ditta Aster di Cassola (VI) per la realizzazione di una nuova centralina idroelettrica sul torrente Corpassa.

Se da un lato Reolon esprime solidarietà e sostegno al sindaco di Taibon, Silvia Tormen, «in questa battaglia affinché i privati non vengano a costruire una seconda centralina in una valle come la Corpassa già oggetto in passato di un disastro ambientale», dall’altra critica il modo con cui si sta conducendo la battaglia stessa. «La soluzione» dice Reolon «non sta tanto nel presentare un progetto alternativo, ma nell’esercitare fino in fondo la competenza sul demanio idrico che la Provincia di Belluno ha dal 2006».

Per Reolon, infatti, non è la Regione che deve dire sì o no alla centralina in Corpassa o scegliere un progetto o un altro. A suo giudizio le decisioni devono essere prese a Belluno. «I sindaci non sono disarmati», puntualizza Reolon in risposta a una delle affermazione di Silvia Tormen, che aveva messo in luce lo scarso potere decisionale nelle mani dei Comuni, «ma hanno tutte le armi per intervenire. La competenza del demanio idrico è della Provincia e la Provincia è adesso un ente di secondo grado in mano ai Comuni. In Provincia, quindi, comandano i sindaci, compreso quello di Taibon che dovrebbe scrivere a se stessa in quanto consigliere provinciale». L’amarezza di Reolon è data dunque dal constatare che i sindaci non siano consapevoli di avere in mano gli strumenti per poter decidere in autonomia sulla realizzazione o meno delle centraline sul loro territorio. «Mi dispiace» dice infatti «che non sia recepito il fatto che la competenza sul demanio idrico è della Provincia.

È vero che Bottacin e il commissario hanno poi fatto e confermato un accordo con la Regione in base al quale la Provincia ha rinunciato ad alcune competenze, ma è vero anche che ora la Provincia può tornare a esercitare tali competenze fino in fondo. Le scelte devono essere fatte a Belluno, è qui che si dovrà decidere, in base a criteri stabiliti precedentemente, a quali domande per le centraline dare l’ok e a quali no. Questo perché dietro qualunque decisione ci deve essere un atto chiaro». (g.san.)