Presentato a Cortina progetto impianto Rio Federa

Dal Corriere delle Alpi del 16 febbraio 2017

Presentato in municipio a Cortina il nuovo impianto idroelettrico. Regole e associazioni ambientaliste decise a opporsi.
Rio Federa, alzata di scudi al progetto

CORTINA Si torna a parlare di centraline idroelettriche a Cortina, con la presentazione ieri mattina, in sala consiliare, del progetto della centralina sul rio Federa, nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale richiesta dalla Regione. La richiesta di Via è stata avanzata dalla Dolomiti Derivazioni, rappresentata da Valentino Vascellari, che ha depositato la richiesta in Comune il 29 dicembre. Non si tratta di un progetto nuovo, in quanto risale al 2012 la prima istanza della società di Vascellari, che allora si chiamava Dolomiti Power. Al tempo le Regole d’Ampezzo, proprietarie dei terreni interessati dalla costruzione della centralina, non erano riuscite ad elaborare un progetto alternativo per contrastare la Dolomiti Power, e il presidente delle Regole Gianfrancesco Demenego aveva proposto all’assemblea dei consorti un accordo che fosse vantaggioso per entrambe, contando sulla tutela data dalle norme regionali che bloccavano ogni progetto su territorio regoliero che non avesse il preventivo parere favorevole delle Regole proprietarie. L’accordo prevedeva che la centralina fosse realizzata a spese della società richiedente, e che questa avrebbe sostenuto, per un periodo di 15 anni, sia la gestione sia gli imprevisti, mentre la concessione sarebbe dovuta essere fin da subito delle Regole d’Ampezzo, che avrebbero diviso gli introiti lordi con la Dolomiti Power, nella misura del 85% a questa e del 15% alle Regole. Terminati i 15 anni, tutto l’impianto funzionante sarebbe rimasto alle Regole. L’accordo fu però respinto dall’assemblea dei regolieri, e ora il progetto della centralina presentato da Vascellari sta andando avanti.

Alla presentazione in Comune era presente il segretario delle Regole d’Ampezzo, Stefano Lorenzi, che ha ribadito la contrarietà dell’ente ampezzano al progetto, per il quale ora si apre il termine di 60 giorni per presentare le osservazioni. Presenti anche i rappresentanti di alcuni gruppi ambientalisti: Wwf, Per Altre Strade, Acqua Bene Comune. «Dovranno costruire una condotta di 50 cm di diametro e interrarla per un chilometro, dal ponte di Federa al torrente Boite», spiega Patrizia Perucon, del Wwf. «In parte useranno sentieri esistenti, ma almeno 500-600 metri dovranno essere disboscati con opere nuove, tipo una strada di accesso, opere compensative per mantenere la fauna ittica del ruscello, la stabilizzazione della zona a monte. Interventi che nel disegno non sono chiari. Si prendono inoltre l’80% del deflusso di acqua, rilasciandone un quinto, cioè il minimo deflusso vitale, che è sì nei limiti della legge, ma è troppo poco rispetto a prima. L’impatto c’è eccome, perché dovranno intervenire in vario modo con le opere che vengono definite compensative.

Ora studieremo le carte depositate in Comune e poi presenteremo le nostre osservazioni».

Marina Menardi