Oneri di sistema aumentati del 424%

Dal Gazzettino del 6 maggio 2017 –

Inflazione, la presa in giro dell’energia

LA LETTERA Scrivo per evidenziare quanta poca correlazione e trasparenza ci sia, per esempio, tra il rilevamento dell’inflazione media del 2016, indicata dall’ISTAT in 0,1%, e le fatture delle forniture di energia elettrica applicate dai vari gestori del settore.Mentre l’indice ufficiale dell’ISTAT ci pone ufficialmente in deflazione (quindi costo della vita potenzialmente in calo), le fatture, per esempio, del Servizio Elettrico Nazionale hanno subito un forte aumento; personalmente, per una mia fornitura domestica non residenziale, ho potuto constatare che tra la fattura del 10.11.6 e la fattura del 9.3.17 (circa 4 mesi di distanza), la voce spese per oneri di sistema, che è un costo fisso, è aumentata del 424% mentre il costo per la materia energia, che si riferisce al consumo vero e proprio, è rimasto praticamente inalterato, con la conseguenza che, ora, la voce spese per oneri di sistema pesa per circa il 42,61% sul costo totale della fattura, mentre 4 mesi prima pesava solo il 13,41%. Dato che i comunicati ufficiali della Autorità per l’energia parlavano di un aumento, nel primo trimestre 2017, del costo di 0,9% nel mercato tutelato, come è il mio caso, i conti non mi tornavano ed ho chiesto spiegazioni all’Autorità stessa.

Nel leggere la risposta sono rimasto stupefatto in quanto ho scoperto che dal 1 gennaio 2017 è stata prevista l’applicazione in ogni fattura di una quota fissa di 135/anno che prima non era applicata. Mi sono allora fatto alcune domande: 1) Come mai l’ISTAT parla di deflazione e di conseguenza le pensioni non vengono minimamente rivalutate, mentre l’ Autorità per l’energia autorizza aumenti a due cifre nelle fatture dell’energia elettrica del mercato tutelato?; 2) Come si sposa questo fatto con la spiegazione dell’Autorità per l’energia che tutto ciò si inquadra nell’ambito di quanto previsto dalla Direttiva Efficienza Energetica 2012/27/ CE, visto che non mi sembra che si aumenti l’efficienza facendo pagare di più delle quote fisse a chi consuma di meno?; 3)

Come ci può essere vera concorrenza tra i vari gestori, scopo anche questo che dovrebbe essere perseguito dall’Autorità per l’energia, se l’incidenza di tali costi fissi, uguali per tutti i gestori, sfiora quasi il 43% e rappresenta ora la voce più pesante in una fattura? Mi sorge un forte dubbio, se non la certezza, che paghiamo fior di quattrini ad una Autorità pubblica che più che tutelare gli utenti finali, sembra tutelare i profitti dei grandi distributori di energia.

Tarcisio SandreMogliano Veneto (Tv)