Novità legislative sull’idroelettrico

Corriere della Alpi 04 03 2015
La Regione prende tempo per recepire le novità legislative introdotte la scorsa estate
Idroelettrico, stop alle nuove concessioni

BELLUNO Sospese «fino a data da destinarsi» le procedure di approvazione delle centraline idroelettriche. La comunicazione è arrivata pochi giorni fa agli uffici della Provincia. Alla base dello stop temporaneo agli iter burocratici c’è un cambio nella normativa con le novità portate dal decreto legge 91/2014 convertito nella legge 116 dell’11 agosto 2014 (pubblicato in gazzetta ufficiale il 20 agosto). Dalla scorsa estate ad oggi le commissioni hanno continuato a funzionare regolarmente.

A fine febbraio, però, la Regione ha comunicato agli uffici della Provincia la sospensione temporanea delle procedure di approvazione delle centraline idroelettriche in attesa della definizione da parte del ministero delle linee guida necessarie ad applicare le nuove normative. «Nella legge 116 sono state date nuove disposizioni per il recepimento della direttiva europea in materia di Valutazione di Impatto Ambientale, con particolare riferimento alle procedure di infrazione della Commissione Europea 2009/2086 e 2013/2170» spiega Leandro Grones, consigliere provinciale con delega al Demanio idrico, «la prima riguarda il non corretto recepimento da parte dell’Italia dei criteri per la Valutazione di Impatto Ambientale, la seconda il fiume Piave e la non corretta valutazione di impatto ambientale delle massicce escavazioni lungo l’alveo del Fiume da parte della Regione Veneto».
La legge interviene sui progetti per il quali fino ad ora non era necessario presentare una Via, valutazione di impatto ambientale. I nuovi criteri verranno definiti da un decreto del ministro dell’Ambiente, di concerto con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia.

Di strada da fare, insomma, ce n’è ancora parecchia. E nel frattempo? La nuova normativa non interessa solamente le centraline idroelettriche ma anche le zone produttive, le piste da sci e gli impianti a fune, gli acquedotti, elettrodotti ed opere di regolazione del corso dei fiumi e dei torrenti.

Ed ancora gli impianti di smaltimento rifiuti. Una moltitudine di ambiti che rischiano di essere paralizzati dall’attesa. Ecco perché il decreto 91/2014 specifica che fino all’entrata in vigore delle nuove linee guida le procedure saranno valutate caso per caso. Il caso delle concessioni idroelettriche, però, è diverso. A decidere lo stop, in questo caso, è la Regione che ha comunicato di voler rinviare «a data da destinarsi» le procedure di approvazione delle centraline. (v.v.)