Non piove da mesi, la situazione è grave

Dal Corriere delle Alpi dell’11 aprile 2017

Gli amministratori locali di Ponte nelle Alpi, Sovramonte e Cencenighe sono pronti a qualsiasi iniziativa. «Attiveremo anche il controllo di vicinato»
I sindaci preoccupati  «Situazione drammatica»

BELLUNO All’uscita dal vertice in prefettura, i volti dei sindaci di Ponte nelle Alpi, Sovramonte e Cencenighe sono tesi. «La situazione è drammatica», commentano Paolo Vendramini e Federico Dalla Torre. «Dal 1966 non si vedeva una mancanza di precipitazioni di questa portata. E questo non fa che aggravare situazioni pregresse che interessano aree e frazioni che soffrono già della carenza idrica», precisa il sindaco pontalpino. «I tecnici Arpav e di Bim Gsp sono stati chiari: se non dovesse piovere entro fine mese, scatterà il piano di preallarme».

Il che significa che l’acqua dovrà essere contingentata almeno a certi livelli. «Già da domani (oggi per chi legge, ndr) incontreremo i capi settore e quelli della protezione civile. Poi attiveremo il controllo di vicinato per monitorare come viene utilizzata l’acqua ed evitare sprechi», dice Vendramini, che pensa alle sue sette scuole, alle case di riposo e ai casi sociali: per questi trovare una soluzione idrica non sarà facile. «Bim Gsp nei prossimi giorni ci fornirà l’elenco dei grossi consumatori di acqua, dalle fabbriche alle imprese agricole, per capire se c’è possibilità di un riuso idrico. Ma incontreremo anche le associazioni sportive che utilizzano campi da calcio e palestre».

L’amministrazione di Ponte nelle Alpi si muoverà anche per ottenere delle cisterne dove stoccare l’acqua captata dal Piave e dai torrenti limitrofi per portarla nelle parti alte del comune. «Le aree più a rischio sono quelle che da Coi vanno a Quantin e interessano 1600 persone». Preoccupato anche il primo cittadino di Sovramonte, Dalla Torre: la sorgente di Valdelle, che rifornisce la parte alta del comune è continuamente a rischio. «A febbraio, a causa del ghiaccio, ci aveva dato dei problemi, tanto che abbiamo dovuto attivare i vigili del fuoco, poi a marzo era andata bene per il disgelo di quella poca neve che c’è stata. Ma già ora inizia a mostrare qualche problema per la carenza idrica. Se entro una settimana non dovesse piovere, avremo un crollo dell’80% della portata della sorgente, il che significa che gli abitanti resteranno a secco».

A rischio gli abitati di Aune, Croce d’Aune, Faller e alcuni alberghi. «Dobbiamo sperare che piova, nel frattempo le strutture più grandi, come gli alberghi, dovranno dotarsi di cisterne per l’acqua non potabile da usare per gli sciacquoni del bagno e per i lavandini». Ma come invitare la popolazione a fare un uso consapevole dell’acqua? «Approfitterò delle messe della settimana santa per raccomandare alla gente, tramite i sacerdoti, di non sprecare l’acqua. Nei bar e nei luoghi pubblici affiggerò dei cartelli a lettere cubitali». Paola Dall’Anese
Coldiretti e Cia: «Manca l’erba nelle malghe, criticità per gli animali. Dobbiamo ragionare sul futuro». Agricoltura e allevamento in difficoltà

BELLUNO «La situazione comincia a diventare grave». La preoccupazione è tangibile anche tra i presidenti delle associazioni degli agricoltori locali. A risentire maggiormente di questa anomalia climatica sono le semine di orticole e di cereali, ma anche le piante da frutto e le viti stesse, come denunciano Coldiretti e Cia. «Abbiamo necessità di acqua per garantire la crescita delle piante e anche per le bestie», precisano Roberto Fugazza della Cia e il presidente di Coldiretti, Silvano Dal Paos. «Siamo in una situazione peggiore di quella dello scorso anno», continua Dal Paos, «quando c’erano state anche a marzo delle belle nevicate che poi avevano risollevato la situazione. Quest’anno, invece, di neve se n’è vista ben poca».

A soffrire di più della siccità sono gli animali di grossa taglia come le mucche, ma anche pecore e capre non stanno meglio. «Nei campi», precisa l’allevatrice Marta Zampieri,«l’erba fatica a crescere perché non ha acqua, e quel poco che c’è è gialla, secca. Non ho ancora potuto mandare fuori al pascolo i miei animali perché se mangiano ora tutta l’erbetta, per questa estate non ne resterà più. Le mucche restano nelle stalle e le rifornisco di fieno e questo ha un costo non indifferente. Se dovessimo pensare di continuare con il fieno anche per tutto il periodo estivo, allora le spese sarebbero veramente troppo elevate».

A rilevare questa situazione è lo stesso capo della Coldiretti. «Siamo preoccupati anche per le malghe, dove a breve dovrebbero andare i nostri animali: il cotico è secco e se non c’è erba non c’è foraggio». Anche le associazioni di categoria vogliono capire se esite il modo per superare questa carenza idrica, evitando di trovarsi ogni anno in emergenza. «In provincia di Belluno non abbiamo un consorzio di bonifica, come in pianura, che gestisce la disponibilità idrica.

Finora le imprese agricole stanno utilizzando le derivazioni di acqua potabile per le irrigazioni. Dovremo comunque iniziare a organizzarci anche qui per evitare problemi». Per Dal Paos una soluzione potrebbe essere quella dell’irrigazione. «Almeno per alcune colture come la vite, ma anche per i piccoli frutti». (p.d.a.)