Gosalda, tre società sotto inchiesta

 

Da Il Gazzettino.it del 6 maggio 2015

Mis, tre le società sotto inchiesta
Due hanno sede a Santa Giustina, una in Lombardia: avrebbero evaso il Fisco per quasi 2milioni
La Hydro power srl, La Gosalda srl di Santa Giustina e la lombarda Poliplast spa. Sono queste le tre società al centro dell’inchiesta della procura sulla presunta elusione di quasi 2milioni di euro per la vendita di una centralina in valle del Mis, sul torrente Gosalda in comune di Gosaldo. Ora si conoscono i dettagli dell’operazione della guardia di Finanza di Belluno che ha fatto scattare il sequestro preventivo di conti correnti della società di Santa Giustina e beni a copertura delle imposte e sanzioni dovute alla Stato, per un totale di 2 milioni 370mila euro.
Il caso di elusione fiscale della centralina in Valle del Mis è emerso, in parte, durante il concordato preventivo della «Bortoluzzi Celeste srl». Da lì partì la verifica tributaria della Guardia di finanza che scoprì la neonata società di scopo, la Gosalda srl che ha sede nello stesso posto della Hydropawer srl a Santa Giustina, ma non ha dipendenti. Per questo nel ciclone dell’inchiesta sono finiti in cinque: i 4 soci e il commercialista indagati per dichiarazione infedele (prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 74/2000). Si tratta di: Lucio e Vittorio Zollet (difesi da’avvocato Maria Zollet), Maurizio Curti (studio Maurizio Paniz), Marco Bortoluzzi (studio Barel di Treviso) e il consulente, il commercialista Alessandro Bampo (con l’avvocato Sandro De Vecchi). I legali hanno già chiesto il dissequestro dei beni e presentato memorie difensive anche in Agenzia delle entrate spiegando che l’operazione era lecita, che non c’è stata elusione. La difesa sottolinea come la società di scopo, nata nel 2011, sia stata costruita molto prima della concessione alla centralina, arrivata nel 2012. Le tasse non sarebbero state eluse, ma pagate dagli acquirenti, che in caso del contratto di compravendita della centralina avrebbero invece scaricato Iva e altro.
Non è quanto ricostruito dalle indagini dei finanzieri dal comandante provinciale, il colonnello Patrizio Milan, e dal tenente colonnello Francesco Sodano