Meschio sfruttato dalle centraline, vertice Legambiente-amministrazione

Meschio sfruttato dalle centraline, vertice Legambiente-amministrazione
De Bastiani: “Situazione di sfruttamento allarmante”. Proposto un “Manifesto per il Meschio”

VITTORIO VENETO – Le condizioni del Meschio preoccupano. Sfruttato all’estremo dalle centraline idroelettriche, il fiume è da tempo sotto i riflettori, visto il proliferare degli impianti lungo il suo corso. Qualcosa però, per la sua salvaguardia, sembra essersi mosso: giovedì scorso, su iniziativa del rappresentante di Legambiente Bruno Marchetto, si è tenuto un incontro tra l’associazione ambientalista, alcuni membri dell’amministrazione e i funzionari di settore proprio sullo sfruttamento del corso d’acqua.
A darne un resoconto è stato il presidente della IV commissione consiliare, Alessandro De Bastiani, che insieme all’assessore Giuseppe Costa ha partecipato al meeting. Il consigliere comunale del Pd ha definito “cordiale e costruttivo” l’incontro, che “ha gettato le basi per una futura costante collaborazione per la salvaguardia e tutela del fiume”.
Durante l’assemblea Marchetto ha auspicato la redazione di un “Manifesto per il Meschio”, magari redatto sul modello di quello realizzato per il Piave. De Bastiani e Costa hanno proposto invece una giornata di studio da dedicare al corso d’acqua vittoriese.  “E’ emerso che la situazione dello sfruttamento del fiume è particolarmente allarmante – sostiene De Bastiani – Si tratterebbe come minimo di verificare se gli impianti rispettano l’obbligatorietà dei minimi deflussi vitali stabiliti dalla legge”.  Attualmente nella sola città della Vittoria, in un tratto di circa 8-9 km, ci sono ben 10 centraline funzionanti, di cui una trae approvvigionamento direttamente dalla polla di sorgente a Savassa.
“Se tutte le domande di nuove concessioni attualmente depositate dovessero essere accolte – dichiara Marchetto – il nostro fiume potrebbe divenire un “caso” emblematico di violazione della direttiva 92/43/CEE “Habitat”, in quanto zona S.I.C. nell’ambito di Rete Natura 2000 per l’accertata presenza della Lampreda Padana (Laethenteron Zanandreai), vertebrato acquatico del distretto padano-veneto in forte rarefazione a causa delle alterazioni dell’habitat”.