Lago Centro Cadore, a rischio la causa all’Enel

Dal Corriere delle Alpi del 2 settembre 2016

Lago, a rischio la causa all’Enel
I sindaci del Centro Cadore si sono opposti all’ultimo istante all’archiviazione chiesta dalla procura

CENTRO CADORE. Opposizione last minute. I sindaci del Centro Cadore potrebbero non aver fatto un buon affare, dopo la richiesta di archiviazione presentata dalla procura della Repubblica, sulla base del loro esposto contro l’Enel per lo svuotamento del lago di Centro Cadore. Nel senso che la loro opposizione è arrivata in tribunale al limite dei tempi supplementari (dieci giorni) e il giudice per le indagini preliminari potrebbe archiviare una volta per tutte e buonanotte ai pescatori.
La portavoce dei primi cittadini, che protestano contro l’ente nazionale dell’energia elettrica non solo per una cartolina inesorabilmente rovinata ma anche per la salute della fauna dello specchio d’acqua è il sindaco di Pieve di Cadore, Maria Antonia Ciotti. Colei che ha dato mandato all’avvocato Rocco Bianco prima di preparare l’esposto di dicembre e poi di presentare l’opposizione degli ultimi giorni: «Sarebbe un peccato, se non fossimo arrivati in tempo, di sicuro quando abbiamo deciso di opporci alla soluzione della procura ci sono voluti i tempi tecnici necessari a sentire tutti i colleghi dell’Unione montana. Il nostro legale ci ha garantito che eravamo ancora nei tempi e abbiamo proceduto. Aspettiamo gli sviluppi di questa nostra iniziativa, fermo restando che riteniamo sempre di avere ragione».
La parola passa al gip, dopo che il titolare del fascicolo ha ritenuto che l’Enel abbia tutte le autorizzazioni necessarie e prelevi la materia prima in maniera del tutto legittima, senza provocare danni ai pesci residenti nel Piave e al paesaggio dolomitico. In sostanza non commette alcun reato, tanto meno rendendosi responsabile di un disastro ambientale. Questa era l’ipotesi di reato.
«Noi ci aspettiamo di essere ascoltati, il che significa nuove indagini», sottolinea Ciotti a nome anche dei colleghi di Perarolo, Calalzo, Domegge, Auronzo, Lorenzago, Lozzo e Vigo, «siamo convinti dell’evidente impoverimento paesaggistico nel quale da anni versa il lago,
il cui livello dell’acqua, dopo lo svuotamento, cala ogni estate di quasi 20 metri. Con conseguenti danni non solo ad ambiente e paesaggio, ma anche all’identità culturale della località e alla sua dignità, oltre che all’immagine turistica e al correlato patrimonio, anche sul piano economico».

Gigi Sosso

 

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