LAGO DI CADORE: ambiente – turismo – pesca

LAGO DI CADORE: ambiente – turismo – pesca

Corr. Alpi 12-11-2020
Passa dai Fondi di Confine lo sviluppo del lago del Cadore

Unione montana al lavoro per trovare i soldi per la ciclopedonale lungolago Svaluto Ferro: «Questo è il progetto cardine, servono due milioni di euro»
Il futuro turistico del lago di Centro Cadore passa attraverso il Fondo dei comuni confinanti. L’iniziativa, ultima di tante in ordine di tempo, porta la firma dell’Unione Montana di Centro Cadore che, una volta interpellati i rappresentanti istituzionali dei Comuni rivieraschi, ha sciolto le riserve chiedendo e ottenendo un incontro formale al presidente del comitato paritetico Roger De Menech. Un incontro di carattere “perlustrativo” , in attesa di poter passare dalle parole ai fatti con la presentazione di uno o più progetti, tutti concentrati attorno allo stesso obiettivo: favorire la presenza turistica sul lago con benefici per tutti i comuni rivieraschi.

«Il progetto cardine è rappresentato dalla realizzazione della ciclopedonale lungolago», annuncia il presidente dell’Um di Centro Cadore Pier Luigi Svaluto Ferro, confermando un tema spesso dibattuto, soprattutto nel recente passato e oggetto di svariate riunioni, ultima in ordine di tempo tenutasi proprio martedì. «Appena i tempi tecnici ce lo permetteranno, presenteremo il nostro progetto che nel frattempo stiamo affinando nei dettagli, visto che di idee, in merito a sviluppo e riqualificazione del lago di Centro Cadore, ne abbiamo tante».

La ciclopedonale del lago di Centro Cadore andrebbe a innestarsi, per quanto riguarda la sponda destra del bacino, a quella che sarà la futura pista ciclabile del Centro Cadore, che da Auronzo raggiungerà Calalzo e viceversa. Lavori ex novo, invece, per quanto riguarda la sponda sinistra. «Ci siamo già fatti due conti in tasca», ha aggiunto Svaluto Ferro, «serviranno circa due milioni di euro. Soldi evidentemente non nelle disponibilità degli enti locali».

Per questo motivo il ricorso ai Fondi di confine diventa determinante per compiere un deciso passo in avanti nello sviluppo dell’area. Una “partita” che coinvolge anche altri ambiti: «Non solo ciclopedonale, ulteriori temi importanti, sempre a proposito dello sviluppo turistico del lago, sono la balneabilità e la fruibilità del bacino con imbarcazioni», sottolinea il presidente, consapevole che la strada per raggiungere l’obiettivo finale si presenta tutt’altro che semplice.

«Il vero problema che da sempre attanaglia il lago e tutte le vicende a esso collegate è rappresentato dalla molteplicità di enti e organizzazioni che vi convergono. Penso ad Enel o all’autorità di bacino, con quest’ultima che ha competenze specifiche in merito all’annoso problema della laminazione».

Svaluto Ferro chiede pazienza. «Non è facile riuscire a far sedere tutti attorno a un tavolo contemporaneamente, lo è ancor di più trovare un punto di comune accordo. Per questo motivo i tempi per riuscire a trovare il bandolo della matassa si presentano molto lunghi. Quello che chiedo, in questo momento, è una convergenza di idee e la massima disponibilità alla collaborazione. Alzare i toni, a rotazione e a proposito di problemi che ben conosciamo purtroppo, serve a poco. Rischiamo solo di rovinare quanto costruito a fatica in questi tempi al punto da dover, ogni volta, ricominciare da capo». — Gianluca De Rosa

 


 

Corriere Alpi 02-07-2020
Da tutta Europa per pescare il luccio

Il bacino vive una seconda giovinezza grazie a questa disciplina. Qualche giorno fa preso un esemplare di un metro e 36
Il lago di Centro Cadore conquista i galloni di miglior lago d’Italia per la pesca al luccio. A premiarlo una nuova categoria professionale, esplosa in Italia di recente: le guide di pesca, molto conosciute in televisione grazie ad un crescendo di programmi settoriali proposti su canali ad hoc, su tutti Sky Caccia e Pesca.

Grazie al luccio, il lago di Centro Cadore vive una seconda giovinezza controbilanciando le quotidiane difficoltà legate allo sviluppo turistico più tradizionale.

A proposito di luccio, solo pochi giorni fa è stata registrata una pesca da record: un luccio di un metro e trentasei centimetri è stato tirato fuori dalle acque del lago di Centro Cadore tra lo stupore generale se si pensa che, ad oggi in Italia, la misura massima di un luccio resa nota dagli esperti è di un metro e cinquanta.
«Grazie alla pesca al luccio arrivano in Centro Cadore da ogni angolo d’Europa», spiega Stefano Campi, delegato alle vicende del lago per conto dell’Unione Montana di Centro Cadore, «di recente abbiamo registrato presenze di pescatori provenienti da Nuova Zelanda e Giappone».

Il luccio ha fatto la comparsa per la prima volta nelle acque del lago di Centro Cadore nel 2010 grazie ad un programma di ripopolamento promosso dalla Provincia di Belluno fino a diventarne un elemento autoctono. Pesca sportiva fonte di turismo per un lago, quello di Centro Cadore, storicamente alle prese con una serie di difficoltà che non ne hanno mai permesso il definitivo salto di qualità.

Solo negli ultimi tempi sono migliorati sensibilmente i rapporti con Enel, ente gestore delle acque. A tal proposito, il processo della laminazione è da sempre oggetto di scontro con le locali amministrazioni comunali, da rimandare alle procedure di svuotamento del lago che puntualmente prendono il via a metà agosto e dunque in piena stagione turistica.

«Abbiamo sottoposto alla Regione un piano alternativo che prevede anche uno slittamento a settembre della laminazione», annuncia Campi che è anche assessore di Pieve, «gli esperti interpellati lo hanno considerato un progetto valido, ci auguriamo che sia così anche per chi sarà chiamato a prendere una decisione. L’obiettivo è quello di allungare i tempi, permettendo così alla stagione turistica del lago di concludersi senza intoppi».

La laminazione, che tecnicamente consiste nell’abbassamento dei livelli delle acque del lago di Centro Cadore nel segno della sicurezza, rappresenta la punta di un iceberg che coinvolge a cascata altri ambiti come la gestione delle spiagge, ad esempio. Quattro sono quelle riconosciute, tutte caratterizzate dalla presenza di una struttura ricettiva in grado di offrire servizi al turista: Miralago sul territorio di Pieve, lo chalet di Lagole a Calalzo e due a Domegge, località Casette e Camping situate una di fronte all’altra. Tutte e quattro promosse con tanto di bandierina blu da Arpav.
Sul territorio di Pieve si trova anche l’unico circolo nautico che offre servizi di mobilità sul lago.
«L’amministrazione comunale di Pieve conta di potenziarlo», conclude Campi. Gianluca De Rosa

 


 

Gazzettino 04-03-2020

Lago di Centro Cadore come una discarica: arriva la schedatura delle barche
Buone pratiche in vista della stagione estiva e del ritorno dei tanti che amano il lago del Centro Cadore. «Qui non si parla solo di lavori pro turismo, sono interventi necessari per il decoro del nostro territorio. Per quest’anno vorremmo anche una regolamentazione per tutte le imbarcazioni presenti sulle sponde che troppo spesso vengono dimenticate dagli utenti quando sono rotte, diventando così dei rifiuti speciali da smaltire a carico della comunità visto che i proprietari spariscono. Non è giusto».
Così Stefano Campi l’assessore del comune di Pieve che in Unione Montana ha delega specifica sul lago sintetizza quelle azioni che, in collaborazione con il comprensorio, saranno messe in campo nei prossimi mesi. Insomma avanti con quei lavori che ridiano lustro ad uno dei luoghi simbolo del Cadore a cominciare dalla regolamentazione degli attracchi per i natanti.

Allo scopo ogni comune rivierasco emanerà un regolamento al quale attenersi evitando l’immissione selvaggia delle barche che spesso, una volta danneggiate, vengono abbandonate. Carcasse spiaggiate ben evidenti con il calo del livello. E non è cosa di poco conto: «Si tratta di rifiuti speciali che richiedono uno smaltimento dedicato e costoso, costo che grava sulle tasse dei cittadini residenti» precisa Campi. Insomma in futuro chi vorrà lasciare la barca in Centro Cadore dovrà attenersi ai regolamenti e sarà inserito in un apposito registro così da poter risalire al proprietario per ogni evenienza e in caso di smaltimento pagare le spese.

Intanto sono in corso i lavori per sistemare le sponde del lago, intervento urgente richiesto all’Enel «che l’ha subito messo in atto con piena collaborazione» assicura Campi. Ed è proprio grazie alla delega che è stata concordata la sistemazione della sponda in uno dei punti più frequentati del bacino, quello nei pressi dello Chalet. Il problema era che quell’argine fosse diventato cedevole, situazione questa che minacciava la solidità della stradina che dalla zona del ristorante Chalet di Calalzo porta verso i punti più panoramici ed amati dai visitatori e che separa il laghetto per la pesca sportiva dal resto del bacino. Ma non è l’unica azione che sarà posta in essere. Ancora Campi: «Il lago sarà interessato da diverse azioni che concorderemo in giunta in Unione Montana Centro Cadore. Prima fra tutte la pulizia dal legname, ormai vistosamente presente sulle rive ed in acqua».

Gli effetti della tempesta Vaia sono ancora visibili nonostante il gran lavoro fatto lo scorso anno, del resto la quantità di legname portata nel lago dagli affluenti era tale che quanto fatto in pulizia non è bastato. In tal senso è delle ultime ore la notizia che Enel a primavera provvederà ad una operazione di pulizia straordinaria con l’utilizzo di una apposita chiatta. Ci sono tronchi ed altro tipo di legname sparso sulle sponde, ma anche altri rifiuti che saranno tolti proprio in vista dell’estate. In queste giornate il livello del bacino è basso tanto da permettere agevolmente gli interventi programmati. Poi resta l’altro grande tema: le laminazioni che spesso in piena estate prosciugano il lago. Giuditta Bolzonello

 


 

Corriere Alpi 01-10-2019
Trota marmorata, se pescata va subito liberata
Modifiche al regolamento della pesca sportiva. Stesso provvedimento per i lucci

Nei fiumi e nei laghi del Veneto trote marmorate e lucci, se catturati, dovranno essere immediatamente liberati. La Giunta regionale del Veneto, su sollecitazione delle associazioni della pesca sportiva, ha approvato alcune modifiche al regolamento regionale per la pesca e l’acquacoltura introducendo il divieto di trattenere qualsiasi esemplare di trota marmorata e di luccio eventualmente pescati nelle acque regionali.
“Si tratta di una misura di salvaguardia delle specie autoctone, suggerita dal mondo della pesca sportiva e dalla consulta regionale per la pesca dilettantistica – fa notare l’assessore regionale alla pesca, Giuseppe Pan – Lo stop, dettato dalle conseguenze della tempesta Vaia e dalle particolari condizioni climatiche degli ultimi mesi, è motivato dall’esigenza  di rispettare l’ecosistema, salvaguardare le specie più tipiche e pregiate delle nostre acque e favorire il ripopolamento di laghi e bacini idrici. Restano in vigore solo le modalità no-kill, cioè il rilascio immediato in acqua dell’esemplare pescato. Ringrazio le associazioni della pesca sportiva per la sensibilità e la piena collaborazione di cui hanno dato prova”.
“Lo stop alla pesca di trote marmorate e lucci – conclude Pan – potrà essere rivisto con future ulteriori revisioni al regolamento, alla luce delle indicazioni che proverranno dalla nuova carta ittica regionale, attualmente in fase di validazione”.
Sono state introdotte, inoltre, alcune modifiche gestionali per garantire il regolare svolgimento delle attività di pesca sportiva e per facilitare il passaggio connesso all’entrata in vigore del nuovo regolamento regionale sulla pesca.

 


 

Gazzettino 22-08-2018
Lago di Centro Cadore marrone: il caldo fa fiorire le alghe

Caldo record anche in montagna e nelle acque del lago di Centro Cadore “fiorisce” un’alga che le colora di marrone. Un colpo d’occhio stonato in mezzo a tanto azzurro. Scatta l’allarme e un cittadino avverte l’Agenzia regionale per l’Ambiente temendo che quella chiazza nasconda ben altro.

Così l’Agenzia: “Nella serata del 19 agosto è pervenuta al personale reperibile Arpav del Dipartimento di Belluno una segnalazione di inquinamento di acque superficiali attribuito alla presunta presenza di reflui fognari nella zona di immissione del fiume Piave nel lago di Centro Cadore”. Raccolta la segnalazione sul posto si sono recati i tecnici la sera stessa per verificare gli impianti di trattamento che potevano essere coinvolti, sul lago insistono più paesi e molte attività economico produttive. Con l’oscurità e la conseguente difficoltà di operare le indagini sono state interrotte e sono riprese lunedì mattina. Indagini che hanno accertato che non sono coinvolti impianti di trattamento di acque reflue, non c’erano cattivi odori nella zona. Nel tratto in cui il Piave entra nel bacino il colore bruno dominava ma nessun odore particolare. Come da prassi è stato raccolto un campione di acqua superficiale nella zona maggiormente interessata dal fenomeno, campione che è stato immediatamente sottoposto ad analisi microscopica nell’ufficio di biologia dei laghi alpini del dipartimento di Belluno.

Ed ecco la diagnosi degli esperti di Arpav: “Si è verificato che la colorazione dell’acqua è dovuta ad una fioritura algale della specie Peridinium aciculiferum (microalghe del Phylum Pyrrophyta (Dinoflagellates), Ordine Peridiniales). L’alga, normalmente componente del fitoplancton, si sviluppa generalmente nel periodo estivo. Può creare delle fioriture qualora sussistano condizioni di alte temperature, modificazioni del livello idrico o anomala presenza di nutrienti”. Insomma nulla di nocivo, tossico o inquinante, solo la proliferazione di un’alga che si imposta sulle altre pur presenti nell’acqua determinando il fenomeno della colorazione sui toni del bruno che ha allarmato. Le cause vanno ricercate nelle attuali condizioni del lago che hanno favorito la proliferazione della Peridinium aciculiferum, fenomeno destinato ad esaurirsi rapidamente, basta che le temperature scendano ma basta anche una pioggia a cambiare le condizioni del lago. La chiazza bruna è piuttosto ampia, un centinaio di metri circa, facile vederla come naturale è immaginare trattarsi di altro. In realtà è un componente naturale di questo e di altri laghi del bellunese esploso grazie alle attuali condizioni climatiche. Nessun altro problema, è solo brutta.

Qualche anno fa si era verificato un fenomeno analogo, anche in quel caso in pochi giorni era scomparso, quello che ci si attende anche questa volta con il calo termico già annunciato per il fine settimana. Non è inconsueto vedere queste “fioriture” anche in altri periodi, anche in primavera, è lo sbalzo termico ad innescarle; un rialzo improvviso della temperatura dell’acqua e le alghe fioriscono. Certo in montagna ci si aspetta fiori di ben altri colori, ma la natura ci offre anche questi. Giuditta Bolzonello

 


 

Corriere Alpi 11-01-2017
La ciclabile, una scommessa da vincere

Il tratto tra Auronzo e Pieve (più il tratto minore Misurina-Carbonin) è il fulcro del progetto di rilancio turistico del Cadore
Lo snodo centrale del progetto proposto dal Comune di Auronzo è costituito dalla nuova pista ciclabile che coinvolge tutti i paesi del Centro Cadore, eccezion fatta per Lorenzago che, ad oggi, sembrerebbe rimanere fuori per motivi esclusivamente geografici. Pista ciclabile che, nei suoi 18 chilometri, avrà il compito di collegare Auronzo a Pieve, con ruolo strategico ricoperto dal Comune di Calalzo per la presenza della stazione ferroviaria.
Un progetto, aggiunto alla realizzazione del tratto minore che da Misurina porterà alla frazione di Carbonin, che vedrà coinvolte circa 100 imprese con una ricaduta turistica in grado di abbracciare poco meno di un milione di futuri utenti (numero che non tiene conto dei potenziali fruitori provenienti da Cortina o dalla Val Boite). La futura ciclabile di Centro Cadore, da realizzare ex novo visto che ad oggi non esiste alcun tratto percorribile in bici in quella zona, partirà dalla diga di Santa Caterina e si concluderà nell’area del cimitero di Pieve. Nel mezzo attraverserà Cima Cogna, Tre Ponti, Lozzo, Ponte nuovo, Domegge, Vallesella, Ponte Molinà e la stazione di Calalzo.
Contestualmente alle opere più rilevanti verranno costruite due piccole appendici all’attuale pista ciclabile di Auronzo, una a Palus San Marco ed un’altra lungo l’anello del lago di Santa Caterina.
«Si tratta di un’opera strategica per il nostro territorio che, con la nuova pista ciclabile, avrà un notevole impulso sotto il profilo turistico», ha commentato il presidente dell’Um Centro Cadore, Luca De Carlo, che ha affrontato anche altri temi strettamente collegati alla fruibilità dell’opera.
«Bisognerà tenere conto delle pendenze non proprio semplici da affrontare. Questo limita la disponibilità a persone allenate ed invece noi puntiamo a coinvolgere un gran numero di famiglie. Ecco perché servirà affiancare alla costruzione della pista ciclabile una serie di servizi efficienti a partire dal bike sharing. In passato», rivela De Carlo, «per due volte abbiamo presentato in Provincia un progetto di questo tipo, ma non è mai passato. La terza volta invece è andata a buon fine. Si tratta di un finanziamento extra rispetto ai fondi ex Odi che sfrutteremo per realizzare colonnine, punti di interscambio, ristori e assistenza. Il tutto offrendo un servizio di e-bike perché il futuro risiede nella pedalata assistita che offre a tutti la possibilità di pedalare anche in montagna».
Delle notevoli ricadute positive in termini di presenze turistiche sul territorio ha parlato invece Aldo Corte Metto del consorzio Tre Cime Dolomiti, «a patto che i servizi siano di qualità. I turisti stranieri appassionati di cicloturismo sono disposti a spendere sul nostro territorio anche 150 euro al giorno, ma chiedono molti servizi, soprattutto in materia ricettiva. Il settore alberghiero ed extra-alberghiero deve recepire questi interventi come una grande opportunità di lavoro in ottica futura». Gianluca De Rosa

 


 

Corriere Alpi 15-06-2016
Lago Centro Cadore, vetrina su Sky.
Tra canale Pesca tv e on demand oltre 7 milioni i potenziali contatti

Vetrina internazionale per il lago del Centro Cadore grazie alla puntata che Sky, attraverso il canale tematico Pesca Tv, ha dedicato al luccio, grande predatore di acqua dolce che rappresenta la principale attrazione cadorina in materia di pesca sportiva. La puntata, dopo aver catalizzato l’attenzione dei circa trecentomila abbonati al canale, da qualche giorno viene proposta in chiaro attraverso l’archivio on demand raggiungendo così un potenziale di sette milioni di utenti.
«Veicolo di promozione turistica incredibilmente vasto a livello mondiale», spiega Stefano Campi, responsabile del bacino 4 Centro Cadore per quanto riguarda il settore pesca, «si tratta di un passo importantissimo per il nostro lago in vista dell’inizio della stagione estiva che rappresenta il periodo più frequentato dagli appassionati della pesca sportiva». Il video passato su Sky ha già prodotto i primi risultati. «Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la visita di pescatori sportivi provenienti da Austria e Germania», aggiunge Campi, «mentre altri sei pescatori francesi sono arrivati in queste ore». Campi spiega come attualmente i livelli del lago siano ottimali, «rappresentando il miglior biglietto da visita possibile». Il neo è rappresentato invece dalla carenza di infrastrutture che limita le attività in riva al lago: «Sono quattro i punti che ospitano infrastrutture», commenta Campi, «quello messo peggio è Miralago di Pieve dove è tutto chiuso costringendo tutte le attività, compresa la scuola di vela, ad emigrare a Calalzo dove la situazione è migliore. Per quanto riguarda Domegge, invece, si attende la riapertura sia del campeggio e sia del centro sportivo di Vallesella, attese a breve». Tornando alla pesca sportiva sul lago in ottica turistica, Campi snocciola alcuni dati relativi alle presenze: «Ad oggi l’associazione Centro Cadore di pesca conta 400 iscritti; ma, se ci basiamo sui permessi venduti nell’ultimo anno, il numero di utenze legate alla stagione turistica sfiora le tremila unità. Grazie allo spot pubblicitario offerto da Sky questo numero potrebbe addirittura raddoppiare». (dierre)

 


 

Corriere Alpi 09-10-2015
Il lago fa successo in tivù su Sky Pesca.
Il paradosso: in onda servizi su cavedano e luccio mentre il bacino è ormai quasi del tutto vuoto

Il lago del Centro Cadore protagonista involontario di un autentico paradosso: nei giorni della secca e delle relative polemiche legate ai livelli troppo bassi infatti, il bacino artificiale cadorino approda sul set teatro di due importanti servizi televisivi trasmessi da Sky Pesca, canale di settore in pay-tv seguitissimo a livello nazionale i cui filmati vengono mandati in onda anche dalla piattaforma internazionale.
Nello scorso mese di luglio, infatti, una troupe capitanata da Matteo De Falco, direttore di rete e grande conoscitore dei paesaggi dolomitici, è stata sulle rive del lago per alcuni giorni di riprese.
Obiettivo dei servizi il cavedano e soprattutto il luccio.
I servizi sulla pesca al cavedano stanno andando in onda in questi giorni ma il “pezzo forte” è previsto nelle prossime settimane con la pesca al luccio, particolarità di pesce che rende il lago di Centro Cadore unico nel suo genere.
«Il nostro lago vanta una grossa quantità di lucci dalle dimensioni superiori al metro», spiega Stefano Campi, responsabile del bacino di pesca numero 4 del Centro Cadore, «questo particolare rende il bacino appetito dai pescatori di tutta Italia che ogni anno arrivano qui attratti da battute di pesca altamente qualificanti vista la consistenza delle prede. Il luccio nel settore rappresenta un fortissimo richiamo turistico: di recente abbiamo avuto visite da Roma così come dal nord della Germania perché in molti alla pesca abbinano il soggiorno in un posto paradisiaco come quello delle Dolomiti».
La pesca al luccio nel bacino di Centro Cadore rientra nella specialità della pesca sportiva che non prevede “trofei” da riportare a casa, nel pieno rispetto di natura e ambiente.
Eppure i livelli bassi delle acque anche nel caso della pesca stanno creando imbarazzi: «Le riprese sono state girate a luglio quando le cose erano ben diverse da quelle attuali», aggiunge Campi, «ci è già capitato di dover far fronte alle proteste di alcuni pescatori che, dopo aver visto video ed immagini sul web, sono venuti sul lago trovando una situazione diametralmente opposta. La pesca al luccio rappresenta un volano straordinario per i nostri posti ma nelle condizioni in cui versa il lago attualmente è impossibile fare attività di promozione».
La pesca rappresenta una peculiarità del territorio, basti pensare alla vicina Perarolo, da dieci anni sede di una riserva naturale su un tratto di fiume dove si attua la specialità denominata catch and release (cattura e rilascia): «Gli esercizi commerciali di Perarolo sopravvivono esclusivamente grazie alla pesca», conclude Stefano Campi, «di recente sono arrivati pescatori dall’Australia».
Gianluca De Rosa

 


 

Corriere Alpi 26-07-2015
Il lago di Centro Cadore punta sulla pesca al luccio

«La comunità deve diventare consapevole delle grandi potenzialità e dell’importanza di un lago, quello del Centro Cadore, che è tra i più belli d’Europa. Solo una comunità attenta può lanciare precisi messaggi alla politica. Messaggi che, se sostenuti con convinzione e consapevolezza, non possono essere ignorati». A sostenerlo con forza è Stefano Campi, presidente del Circolo nautico Centro Cadore, che ha accompagnato Matteo De Falco e altri componenti della troupe di Sky nella registrazione di filmati sulla pesca del luccio.
«Il luccio è una specie che abbiamo immesso cinque anni fa», precisa Campi, che è anche vice presidente del Bacino di pesca numero 4. «Nel 2010 avevamo fatto il censimento del lago, notando che erano presenti diverse specie ciprinicole e mancava il predatore all’apice. Su consiglio del biologo abbiamo immesso il luccio, pesce di grandi dimensioni, che può raggiungere un metro e 40 di lunghezza».
Una specie che ha una valenza biologica. Ma, pensando alla pesca sportiva, ne ha anche una turistica: «Gli operatori di Sky mi hanno fatto notare che il lago del Centro Cadore potrebbe essere uno dei più belli d’Europa», dice ancora Campi. «Tra l’altro, esemplari di luccio sopra un metro sono difficili da trovare in altri laghi italiani. e i pescatori sportivi sono costretti ad andare in Nord Europa o in Canada per pescarli».
Il Circolo nautico, un mese fa, ha avviato anche i corsi di barca a vela per ragazzi. Una novità assoluta per il lago. E il Circolo, tra l’altro, è una delle realtà che si è mobilitata, insieme alle amministrazioni, per la difesa del bacino del Centro Cadore. «Il lavoro portato avanti dal bacino di pesca e dal Circolo non è solo per appassionati, ma ha valore turistico e di tutela del territorio», commenta Luca De Carlo, presidente dell’Unione Montana.(m.r)

 


 

Gazzettino 20-05-2015
Laminazione posticipata: Centro Cadore e Corlo potranno allungare la stagione turistica.

Laminazione posticipata: Centro Cadore e Corlo potranno allungare la stagione turistica. Perché potranno avere acque azzurre (e soprattutto profonde) fino a settembre inoltrato. Domani mattina andrà in scena la commissione tecnica ambiente della Regione Veneto: sul tavolo, alcune modifiche alla gestione di regimentazione idraulica degli invasi Enel, che in provincia di Belluno significa lago di Centro Cadore e lago del Corlo. Le modifiche (che con ogni probabilità passeranno il vaglio della commissione e finiranno con parere positivo sul tavolo della giunta regionale per essere recepite definitivamente) vanno a incidere profondamente sulla vitalità turistica e paesaggistica del Cadore e del Basso Feltrino. Perché consentono di rimandare alla fine della stagione turistica e di balneazione le operazioni di «svuotamento» dei laghi. Ad oggi, appena passato Ferragosto (dunque in alta stagione) le paratie delle dighe cominciano ad aprirsi per lasciar fuggire l’acqua e abbassare il livello dei laghi di circa 18 metri. Il provvedimento, per quanto sia stato definito di dubbia utilità da uno studio dell’Università di Padova, è in vigore dal 2009. E considera di importanza strategica per evitare eventuali piene improvvise i due laghi. L’Autorità di Bacino impone che il livello dei laghi sia abbassato tra il 15 settembre e il 30 novembre. Ma per far calare i due invasi di circa 18 metri, servono almeno 20 giorni, visto che per ragioni di sicurezza non si possono togliere più di 50-70 centimetri di acqua al giorno. E tanti saluti a turisti e attività economiche che gravitano sui laghi.
Il provvedimento della commissione ambiente viene in soccorso al turismo: prevede che le operazioni di laminazione possano essere posticipate al 17 settembre, in quanto il lago va «svuotato» in tempo utile per il 1° ottobre. Un tavolo tecnico monitorerà volta per volta la situazione. «Per il lago di Centro Cadore il provvedimento sarà operativo già da settembre – spiega il consigliere regionale Matteo Toscani -. Per il lago del Corlo i tempi potrebbero essere leggermente più lunghi».