L’acqua sa di cloro, proteste a Zoldo, Arabba e Belluno

Dal Corriere delle Alpi del 20 ottobre 2017

Camillo De Pellegrin: «In questi giorni è imbevibile. Apriamo un confronto con Gsp per trovare una soluzione»
L’acqua sa di cloro. proteste a Zoldo, Arabba e Belluno

BELLUNOAprire il rubinetto dell’acqua e trovarsi catapultati nell’atrio della piscina. Da qualche giorno i bellunesi segnalano un forte odore e sapore di cloro nell’acqua. Le segnalazioni arrivano da varie zone della provincia: dal capoluogo (via Feltre, e non solo), ma anche da Arabba e dalla Val di Zoldo. Numerosi cittadini di Mareson e Fornesighe hanno contattato il sindaco Camillo De Pellegrin, spiegando che l’acqua era imbevibile.

Da Belluno, invece, un cittadino ha segnalato che nemmeno il suo cane ha voluto abbeverarsi alla solita ciotola: anche per lui l’acqua aveva un sapore troppo forte. Più di qualcuno, dunque, è stato costretto ad andare al supermercato e ad acquistare l’acqua in bottiglia. «Un controsenso, in una provincia come la nostra e in paesi di montagna, dove l’acqua è sempre stata buona», spiega Camillo De Pellegrin. «In tutto il territorio montano c’è questo problema e la gente si lamenta, sia i residenti che i turisti». La legge prevede che il cloro non possa superare gli 0,2 milligrammi per litro di acqua, e da Bim Gsp assicurano che quel limite è assolutamente rispettato. Ma è anche probabile che non appena il cloro viene immesso, manualmente o con le pompe automatiche, l’odore e il sapore siano più forti. Però: «Ci si aspetta che località montane, che fanno del loro valore ambientale uno degli aspetti fondamentali, non abbiano questo problema.

Dobbiamo chiederci come mai accade questa situazione. C’è qualcosa che non va negli acquedotti? Andiamo avanti così o cerchiamo di capire come intervenire per avere acqua buona senza clorazione?».Segnalazioni di acqua al cloro arrivano anche da Arabba e dal capoluogo. In Agordino risalgono a qualche tempo fa: «Ho sentito spesso cittadini lamentarsi per il sapore di cloro che si avverte bevendo un bicchiere d’acqua di rubinetto», conferma il sindaco di Vallada Fabio Luchetta. «Mi dicono che Gsp utilizzi spesso il cloro per pulire le vasche. E per chi vive in montagna questa operazione viene vista come un controsenso». De Pellegrin e Luchetta sono intenzionati ad andare a fondo della situazione: «Apriamo un confronto con la società, per capire come mai venga usato con tale frequenza il cloro», dice il sindaco di Val di Zoldo. «Ne parleremo con la società per capire quali politiche stanno attuando e trovare una soluzione», aggiunge Luchetta.

Gsp utilizza impianti automatici di clorazione, ma a volte fa l’operazione manualmente, su segnalazione dell’Usl, spiega il direttore tecnico Sergio Dalvit. «Teniamo un valore minimo di cloro in linea: in questo modo si prevengono contaminazioni batteriche perché il cloro agisce immediatamente». Prevenzione, dunque. «Utilizziamo pompe dosatrici che immettono costantemente cloro nell’acquedotto», continua Dalvit. «Ultimamente sono stati installati nuovi impianti nelle zone in cui in passato si erano verificate situazioni di contaminazione batterica. È probabile che se i prelievi vengono fatti appena effettuata la clorazione il sapore si avverta più forte, ma i livelli di cloro sono sempre al di sotto degli 0,2 milligrammi per litro».

Alessia Forzin