La rabbia di Confindustria Belluno Dolomiti

dal Gazzettino del 13 febbraio 2015

«Le centraline pubbliche vanno bene quelle private sono scempi ambientali»
La rabbia di Confindustria

BELLUNO – (DT)
Energia rinnovabile senza distinzioni di provenienza. E senza colorazione ideologica. Ovvero la battaglia di Confindustria Belluno Dolomiti. «L’acqua è una risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile della montagna: il suo utilizzo responsabile per la produzione di energia pulita permette di attivare investimenti, con ricadute positive per le comunità locali, per l’ambiente e per l’economia – ha detto ieri il presidente degli industriali bellunesi, Luca Barbini (foto), commentando la consegna al Comune di Zoppè di un impianto idroelettrico da 1 milione 800mila kW/ora all’anno, con ricadute per 400mila euro -. È però fondamentale superare la barriera ideologica che ancora divide pubblico e privato e che alimenta una discriminazione inaccettabile: se a realizzare una centralina è un’amministrazione comunale, tutto va bene; se invece è un’impresa, è uno scempio ambientale. Non è così. Valorizzare la risorsa acqua per produrre energia pulita è un’opportunità che la montagna deve cogliere, proprio nell’ottica di uno sviluppo orientato alla sostenibilità e alla green economy. Sarebbe però opportuno che le amministrazioni locali si adoperassero non per sostituirsi o mettersi in concorrenza con i privati, ma per trovare accordi che favoriscano la libera impresa e che, allo stesso tempo, possano assicurare ulteriori compensazioni al territorio, con particolare attenzione alla soluzione del problema del dissesto idrogeologico».
«Quel che auspichiamo – conclude Barbini – è il superamento dell’ostilità nei confronti dei privati che vogliono investire nel settore delle energie rinnovabili, nonché una semplificazione delle procedure autorizzative».