Intervento ABC Belluno presso Parlamento EU

Intervento di Lucia Ruffato per ABC Belluno, Bruxelles, Parlamento EU, 24 marzo 2015

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testo Bruxelles risistemato da Lucia 11.04.015

INTERVENTO COMITATO BELLUNESE ACQUA BENE COMUNE Bruxelles 24 marzo 2015

“Vorrei portare come un altro esempio di privatizzazione del bene comune acqua, anche quello della privatizzazione dell’acqua dei fiumi.
Nel nostro Paese da alcuni anni vengono dati incentivi statali a chi costruisce impianti idroelettrici in particolare impianti mini idroelettrici, fino alla potenza di 1Mw, considerati energia rinnovabile.
Si fanno “mini” perchè i “grandi impianti” sono già stati realizzati nel secolo scorso ( siamo il terzo produttore idroelettrico di Europa).
L’incentivo ha indotto in particolare imprenditori privati a presentare negli ultimi anni oltre 2500 domande per nuovi impianti soprattutto in alta quota, laddove sono rimasti gli ultimi tratti ancora non artificializzati e non cementificati dei nostri fiumi. Di questi, circa 600 sono stati costruiti e circa 2000 sono in istruttoria .
Assai spesso non si tratta, a dispetto del nome ” mini”, di piccoli mulini o di impianti su acquedotti o fognature, ma per fare questi impianti si prosciugano e artificializzano altri 3.000 km di corsi d’acqua italiani.
Sono investimenti molto redditizi e sicuri che le banche finanziano ad occhi chiusi in quanto gli incentivi li paghiamo noi utenti nella bolletta elettrica con un costo per la collettività di oltre 1 miliardo di euro l’anno che si incrementa di circa 100 milioni di euro anno.
Importante sottolineare che l’apporto energetico complessivo è poco significativo.
I circa 2.000 impianti mini-idro esistenti coprono circa 1 millesimo dei nostri consumi energetici annui; gli altri 2.000 in istruttoria stanno nel medesimo ordine di grandezza.
Dopo di che avremo derivato tutti i tratti derivabili.
Esiste inoltre un giro vorticoso di compravendita delle società che hanno ottenuto le concessioni ( operazioni finanziarie ) .
C’è molta opposizione locale a questi interventi; le comunità vengono espropriate dell’acqua dei loro fiumi da queste opere definite “indifferibili e urgenti”, oltretutto con ricadute irrisorie sul territorio.
Assieme alle principali associazioni nazionali che si occupano di ambiente e di fiumi, compreso il Forum nazionale dei movimenti per l’acqua e oltre 100 associazioni locali delle Alpi, degli Appennini e di tutta Italia, abbiamo presentato un Appello Nazionale per la Salvaguardia dei Corsi d’Acqua dell’eccessivo sfruttamento idroelettrico.
Chiediamo lo stop alle 2.000 domande attualmente in istruttoria, lo stop agli incentivi e la revisione al meccanismo incentivante. Inoltre chiediamo il recepimento di quella parte della Direttiva acque che prevede il non deterioramento dei corsi d’acqua, recepimento che, non a caso, in Italia è molto in ritardo.
A questo proposito abbiamo presentato un ricorso europeo per mancato rispetto delle Direttive Acqua, Habitat e VIA e sono in istruttoria due procedure EU-PILOT (6011/2014 ENVI e 7304/2015 ENVI).
Esiste anche una procedura di infrazione (2009/2086) causata dalla esclusione automatica dalla VIA di progetti in base a delle soglie dimensionali.
Abbiamo anche fermato assieme ad altre associazioni la costruzione di un impianto idroelettrico all’interno del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi con un’azione legale giunta fino alla Cassazione, che ha fatto giurisprudenza, tutelando per il futuro i corsi d’acqua all’interno dei parchi nazionali da questi interventi.
Credo che il tema “acqua dei fiumi” sia un tema sicurmente italiano ma anche di altri paesi europei, sia alpini che dell’est Europa, al centro di una campagna di conquista dell’acqua anche da parte delle imprese italiane.”