Il Wwf contro la centralina «Poca acqua sul Fiorentina»

Dal Corriere delle Alpi del 31 agosto 2016

CAPRILE Esposto del Wwf sul Fiorentina. La sezione veneta dell’associazione ambientalista ha segnalato la situazione del torrente prima e dopo la centralina idroelettrica, all’altezza di Caprile. Sostiene che il rilascio dopo l’opera di presa gestita dalla Idroelettrica Alpina sia insufficiente a garantire la vita al biotopo, allegando delle fotografie significative. La documentazione è arrivata prima sui tavoli dell’Arpav e della Provincia e, di conseguenza, su quello della procura della Repubblica, che ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono in corso, dopo che in passato era stato il Comune di Colle Santa Lucia a produrre un ricorso al Tribunale superiore delle Acque pubbliche contro il progetto di centralina sul torrente, ma la sentenza ha dato ragione alla Regione, che aveva dato parere favorevole alla società che l’aveva proposto. Una situazione che può ricordare, anche se alla lontana, l’esposto dei sindaci del Centro Cadore contro l’Enel per lo svuotamento del lago. La procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione, perché l’ente nazionale dell’energia elettrica ha tutte le concessioni necessarie e non influisce sulla vita dei pesci, gli stessi primi cittadini hanno presentato opposizione e la parola è passata al giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se archiviare una volta per tutte oppure disporre nuove indagini. A Caprile, «la situazione è molto grave», fa sapere il Wwf regionale, «e da quando abbiamo preso questa iniziativa non ci risulta che sia migliorata. Avevamo interessato, in prima battuta, l’Arpav affinché facesse le necessarie misurazioni sulla portata d’acqua e la Provincia. Secondo noi, dopo la presa la quantità di materia prima era di parecchio inferiore al dovuto. Sappiamo che anche la magistratura si sta occupando della vicenda e ci auguriamo che venga fatta chiarezza, una volta per tutte, sull’operato della società concessionaria, cioè la Idroelettrica Alpina». Il problema non è certo nuovo: «Già nell’inverno 2015 girava voce all’Arpav e in Provincia che sia l’una che l’altra avevano chiesto al Genio civile, concessionario dell’impianto, di sapere quale fosse il deflusso minimo vitale di concessione, ma il genio diede delle informazioni con grande difficoltà, tergiversando parecchio. Per questo, avevamo pensato che ci fosse qualcosa di strano nell’adeguamento della vecchia concessione alla normativa sopraggiunta, magari per responsabilità del Genio. Infatti, con un calcolo a spanne il deflusso di normativa dovrebbe aggirararsi sui 150 litri. Ma come ha potuto la ditta rilasciare pochissima acqua per tutta l’estate e autunno e inverno del 2015? E anche ora, perchè solo un mese fa la Provincia, sempre su nostra segnalazione, è andata a controllare e l’impianto rilasciava pochissima acqua? Vorremmo delle risposte».

Gigi Sosso