Il Papa: «L’acqua, un bene di tutti»

Dal Corriere delle Alpi del 9 marzo 2017

La siccità sta provocando carestie in Somalia, Sud Sudan e Nigeria
Il Papa: «L’acqua, un bene di tutti»

ROMA L’acqua è un bene di tutti, e come tale va difesa. Papa Francesco ha introdotto così la Giornata Mondiale dell’Acqua, che si è celebrata ieri. Istituita dall’Onu nel 1993, è stata l’occasione in tutto il mondo per riflettere su questa risorsa indispensabile per la vita, minacciata dall’inquinamento e troppo scarsa in certi paesi. Per Francesco occorre «sensibilizzare alla necessità di tutelare l’acqua come bene di tutti, valorizzando anche i suoi significati culturali e religiosi». Parlando in piazza San Pietro, il Papa ha incoraggiato lo «sforzo nel campo educativo, con proposte rivolte ai bambini e ai giovani».

L’Onu quest’anno ha focalizzato la Giornata sulle acque reflue. «Una volta trattate – scrive – potrebbero dimostrarsi di enorme valore, in grado di soddisfare la crescente domanda di acqua dolce e di altre materie prime». Ieri invece, soprattutto nei Paesi a basso reddito, le acque reflue sono «una preoccupazione sanitaria e ambientale», perché «una percentuale consistente viene tuttora immessa nell’ambiente». I Paesi poveri «in media trattano appena l’8% dei reflui domestici e industriali, rispetto al 70% dei paesi ad alto reddito». Proprio questi Paesi poveri che inquinano i loro fiumi e mari, sono quelli che avrebbero più bisogno di acqua pulita. L’Unicef scrive che 36 nazioni soffrono la siccità e che 600 milioni di bambini nel mondo, 1 su 4, entro il 2040 vivranno in aree con acqua scarsa. Croce Rossa e Caritas ricordano la siccità che sta provocando una gravissima carestia in Somalia, Sud Sudan e Nord-est Nigeria. Una siccità dovuta anche ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo.

Ma dai Paesi in via di sviluppo arrivano anche segnali importanti di rispetto per l’acqua. L’Alta Corte dello Stato indiano dell’Uttarakhand ha decretato che i fiumi Gange e Yamuna sono «persone viventi» e che i più alti funzionari dello Stato hanno nei loro confronti la responsabilità di genitori. In Italia l’acqua non scarseggia, grazie a piogge più abbondanti che in Gran Bretagna e Germania (lo dice l’Istat), ma i problemi stanno nella gestione di questa risorsa. A un convegno ieri alla Camera sono emersi i punti dolenti: forti perdite dagli acquedotti (38,2% in media, ma nel Mezzogiorno si supera il 50%), carenze nella depurazione (soprattutto al sud, con 60 milioni di multe da pagare alla Ue), frammentazione delle competenze, scarso monitoraggio.

Al convegno, il premier Paolo Gentiloni ha annunciato la nomina venerdì prossimo di un commissario governativo per la depurazione e le acque reflue. Il ministro della Coesione, Claudio De Vincenti, ha parlato di 4,5 miliardi stanziati per rete idrica e depurazione.