Il Missiaga è in secca e la centralina spenta, La Valle perde soldi

Dal Corriere delle Alpi del 12 aprile 2017

Erano a bilancio 28 mila euro netti che non ci saranno tutti. E, nonostante tutto, i privati pensano ad un nuovo impianto. Il Missiaga è in secca e la centralina spenta: e La Valle perde soldi

LA VALLE Il clima cambia, c’è poca acqua nell’alveo del Missiaga, la centralina comunale da Natale non funziona, ma i privati vogliono costruirne una nuova. Il Comune di La Valle ha messo in funzione da luglio una centralina idroelettrica sul torrente Missiaga, realizzata dal Bim. Dopo un periodo iniziale in cui le turbine sono state attive, con l’arrivo della siccità l’impianto si è arrestato.

Della questione si è parlato nell’ultimo consiglio comunale lavallese. Alla domanda del consigliere di minoranza Domenico Crose, il vicesindaco Vincenzo Ferroni ha ammesso che la centralina non va. «A partire da luglio, quando è stata avviata», ha detto, «ha funzionato a periodi alterni; poi è stata spenta, sostanzialmente a causa della siccità». Nel bilancio di previsione approvato (contraria la minoranza), è stato tuttavia previsto un introito di 28 mila euro netti stimati prendendo a riferimento il primo trimestre di funzionamento, quando la centralina ha prodotto circa 5 mila euro più Iva nonostante fosse già un periodo di scarsità di acqua.

I problemi al funzionamento della centralina sono legati anche all’obbligo del mantenimento del minimo deflusso vitale. «Il fatto che il torrente Missiaga sia stato classificato come torrente di prima classe», ha detto Ferroni, «ha fatto sì che il deflusso minimo vitale venisse adeguato a 65/66 litri, che si aggiungono ai 20 che servono alla centralina per funzionare. Di conseguenza, per poter accendere la centralina servono almeno 85/86 litri». Che, da dopo Natale, come conferma il sindaco Ezio Zuanel, proprio non ci sono. «Con la siccità non c’è acqua a sufficienza», dice, «e la centralina è ferma. Abbiamo parlato col Bim perché faccia un intervento.

Oggi la presa della centralina è prima del troppo-pieno dell’acquedotto. Da quest’ultimo viene fuori acqua che si perde. Se noi riusciamo, e riusciremo, a spostare il troppo pieno dell’acquedotto prima della presa, allora potremmo guadagnare 12-13 litri che potrebbero essere utili per far funzionare la centrale». Il consigliere di minoranza ed ex sindaco, Tiziano De Col, ha fatto notare che la convenzione che la sua Amministrazione aveva siglato col Bim prevedeva un introito fisso indipendentemente dalla produzione della centralina.

La nuova convenzione prevede invece un introito in percentuale. «Magari», ha risposto il sindaco, «la percentuale consentirà entrate maggiori in futuro: bisognerà vedere solo come saranno le precipitazioni». Un problema (quello del clima che cambia) che non sembra toccare i privati della Hydroalpi che vogliono costruire una centralina a valle di quella comunale e a monte della presa Enel.

«Noi siamo totalmente contrari», dice Zuanel, «perché porterebbe via l’acqua dal tratto di Missiaga che scorre in centro al paese. Siamo invece favorevoli alla centralina che altri vogliono costruire sulla Rova di Calleda perché prevede anche la sistemazione della strada di Frès. Al momento l’iter è fermo perché la società sta aspettando che escano i nuovi incentivi. Se saranno buoni allora procederà, altrimenti lascerà perdere».

Gianni Santomaso