Idroelettrico, il consiglio di Val di Zoldo chiede uno stop

Dal Corriere delle Alpi del 5 Dicembre 2017

Val di Zoldo aderisce all’iniziativa per abrogare gli incentivi per i piccoli impianti: «Basta sfruttamento»
Idroelettrico, il consiglio chiede uno stop

Val di Zoldo si schiera contro gli incentivi al piccolo idroelettrico. Il consiglio comunale riunito ieri ha approvato una specifica richiesta proprio su questo tema e a margine del consiglio si è parlato anche di imposta di soggiorno. «Come altri Comuni» ha sottolineato il sindaco Camillo De Pellegrin, «aderiamo a questa iniziativa che va nella direzione di evitare lo sfruttamento dei torrenti ed evitare quindi l’installazione di centraline.

Negli ultimi anni a causa degli incentivi statali si è assistito ad un aumento esponenziale delle richieste e delle autorizzazioni allo sfruttamento “mini-idroelettrico” che riguardano sostanzialmente tutti i corsi d’acqua dei territori montani di questi paesi compresi quelli in quota e gli altri di mantenuta naturalità. Tale corsa allo sfruttamento “mini elettrico” è avvenuto e sta avvenendo in un contesto di evidente carenze normative. Solo con grave ritardo lo Stato e le Regioni hanno iniziato a mettersi in regola con la normativa europea. Questo si è rivelato un processo lento e contraddittorio negli sbocchi ed esiti gestionali: tutte le nuove prescrizioni introdotte e in fase di introduzione sono di fatto rese inefficaci dalle indicazioni di non retroattività della loro applicazione. L’emergenza che si è venuta a creare è costituita, in gran parte, proprio da domande già presentate con carenza di normative e di pianificazione. Nel 2014 erano 2 mila in Italia di cui 150 nel Bellunese.

Questo perché lo Stato italiano dà incentivi per la produzione idroelettrica nel falso presupposto che sia rinnovabile e sostenibile. Invece il mini elettrico sotto 1 MW è fortemente invasivo e dannoso per gli ecosistemi acquatici, la sicurezza idrogeologica, il patrimonio naturale e per l’economia turistica generando un danno diffuso e non sostenibile per la comunità dei territori montani». Da queste considerazioni, tramite un ordine del giorno, si è arrivati alle due richieste. Con la prima l’emanazione di un decreto ministeriale che abroghi gli incentivi al piccolo idroelettrico, nei corsi d’acqua naturali sotto 1 MW e riduca quelli sotto i 3 MW fermo restando il sostegno al revamping degli impianti esistenti.

Con la seconda, l’eliminazione del concetto di pubblica utilità per gli impianti sotto i 3 MW e il contestuale inserimento dei Comuni nel processo autorizzativo di concessione, riconoscendo, in sussidiarietà, il valore e la compiuta autorevolezza delle pianificazioni socio economiche e urbanistiche proprie delle comunità ed istituzioni territoriali.A margine del consiglio il sindaco si è soffermato sull’imposta di soggiorno sottolineando l’intenzione del Comune di preparare un regolamento che sarà presentato, fra un mese, nel prossimo consiglio. L’intenzione è quella che sia uniformità con i comuni vicini, Alleghe e Selva. La minoranza si è detta d’accordo e si è messa a disposizione per una adeguata collaborazione. Mario Agostini