I pescatori infuriati contro Enel Hydro per l’apertura della diga di Valle

Dal Corriere delle Alpi dell’1 ottobre 2017

Campi: «L’apertura della diga di Valle dopo la fluitazione ha cancellato la fauna ittica del Boite»
I pescatori infuriati contro Enel Hydro

PERAROLO La riapertura della diga di Valle, dopo i lavori di ripristino effettuati da Enel Hydro nei giorni scorsi, ha generato conseguenze disastrose per la fauna ittica del torrente Boite, cancellata in un colpo solo da una gigantesca ondata composta da fango e detriti.

Effetti devastanti quelli prodotti dal cosiddetto fenomeno della fluitazione, pulizia dei sedimenti depositati per decenni sul fondo della diga attraverso l’apertura della stessa con relativa fuoriuscita delle acque successivamente convogliate nel Boite prima e nel Piave poi. Una scelta, quella operata da Enel Hydro, contestata da ambientalisti ed associazioni operanti sul territorio a tutela tra le altre anche della preziosa fauna ittica, storicamente motivo di grande attrazione turistica.«In pochi minuti sono stati cancellati tutti gli sforzi sostenuti negli ultimi vent’anni per la promozione della pescaturismo in Cadore», ha detto Stefano Campi, vicepresidente del bacino di pesca numero 4, che ha puntato il dito contro la scelta di operare la pulizia della diga ricorrendo al fenomeno della fluitazione, «mentre la soluzione più logica dal punto di vista ambientalistico sarebbe stata una più semplice escavazione effettuata dall’esterno.

È sicuramente vero che le operazioni di escavazione avrebbero avuto un costo superiore rispetto alla fluitazione, ma è altrettanto vero che con quest’ultima scelta si è deciso di far morire quattro chilometri di fiume, il cui valore è da considerare inestimabile, ed al tempo stesso mettere in ginocchio un fenomeno turistico come quello della pescaturismo che in passato, per essere promosso ed incentivato, è stato anche oggetto di finanziamenti pubblici».

L’escavazione avrebbe richiesto l’intervento di autogru, chiamate a ripulire il fondo della diga da detriti e sedimenti vari, materiale che poi si sarebbe dovuto smaltire altrove con l’ausilio di camion. La fluitazione invece ha richiesto tempi e modalità più celeri ma a pagare il prezzo più pesante di questa scelta altamente impattante a livello ambientale è stato il comune di Perarolo, situato alla confluenza di Boite e Piave, e per questo motivo da sempre considerato il paradiso della pescaturismo tanto da richiamare appassionati da ogni angolo del mondo.

Proprio a Perarolo le prime conseguenze della disastrosa scelta attuata da Enel Hydro sulla diga di Valle sono sotto gli occhi di tutti: accertato in pochi giorni un crollo verticale delle prenotazioni da parte degli appassionati di pescaturismo, in un periodo peraltro florido come l’autunno. Crollato anche l’acquisto di nuove licenze di pesca. Infine la beffa: la torbidità delle acque, controllata dalla nuova centralina montata dall’Enel a Perarolo, non segnala i danni presenti nel Boite perché situata più a valle, in un punto dove le acque sono ormai già confluite nel Piave.

Gianluca De Rosa