Borca: giù le mani dalla nostra cascata

Gazzettino di Belluno 03 03 2015
«Giù le mani dalla nostra cascata» Netta contrarietà all’ipotesi di sfruttare il salto d’acqua simbolo del paese

Il Comune e la Regola di Borca di Cadore, con il sindaco Bortolo Sala e il marigo Gino De Ghetto, bocciano, senza possibilità di appello, il progetto per una nuova centralina che sfrutti le acque ancora libere nel loro territorio. Firmano a due mani lo stop scrivendo alla Regione. Nello specifico chiedono di sospendere «con effetto immediato l’iter amministrativo della concessione considerata la sua lapalissiana inammissibilità sia in termini paesaggistici che ambientali», più chiaro di così. La concessione in questione prevede la realizzazione di una centralina sul Ru di Assola, la domanda è del 9 marzo 2012.

A dirla così parrebbe trattarsi di un qualsiasi ruscello alpino, e già sarebbe grave in considerazione dello sfruttamento massiccio di quasi tutti i corsi d’acqua nell’alta provincia. Ma il Ru di Assola è l’artefice della splendida cascata di Borca, incastonata nel bosco, alle pendici del Monte Pelmo, regala emozioni e suggestioni soprattutto a primavera e rappresenta una delle bellezze naturali delle Dolomiti patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Non solo, la cascata di Borca è inserita in un sito di importanza Comunitaria ed è da sempre nello stemma del comune rappresentandone l’icona. Ma quella cascata ha attirato anche altre curiosità come quelle dei professionisti della Zollet Ingegneria che hanno progettato la centralina per sfruttarne il 1. salto. Le ragioni per bloccare il progetto sono tante e c’è anche la posizione del Ministero per lo sviluppo economico, che fra i criteri per aree non idonee recita: «Zone all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi anche in termini di notorietà internazionale di attrattiva turistica».

La protesta con i relativi rilievi è stata inviata a chi di dovere, dal canto suo il sindaco Sala, che giudica «scandaloso il progetto», annuncia che si opporrà «con tutte le forze e in tutte le sedi utili». Questa è una battaglia in difesa di un bene che è della comunità e del patrimonio naturale che ha sempre tutelato, ecco la sinergia con la Regola.

E c’è la speranza che anche Autorità di Bacino e Soprintendenza siano vicine a Borca.

 

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