Falcade: centralina da 30 mila euro l’anno

Corriere delle Alpi  23-01-2015,
Centralina da 30 mila euro l’anno

FALCADE  Trentamila euro all’anno per vent’anni, ma se la tariffa incentivante cala, calano anche gli introiti per il Comune. Il consiglio di Falcade mercoledì ha approvato a maggioranza (contrario Fulvio Valt, astenuto Bepi Pellegrinon) lo schema di convenzione con la società Cavalera srl relativo alla realizzazione di una centralina idroelettrica sul torrente Biois.

L’iter che ha portato fino al consiglio di mercoledì inizia nel 2006 con una domanda di derivazione della società Biois srl (che come la Cavalera è una partecipata di En&En;), prosegue con le opposizioni della giunta comunale allora guidata da Stefano Murer e del Consorzio turistico Val Biois. Opposizioni che vengono ritirate nel momento in cui la società promette di intervenire sull’alveo del torrente in corrispondenza della Piana di Falcade. A mettersi di mezzo è poi la soprintendenza che prima dice no, poi ni: se il privato vuole realizzare la centrale o rilascia in alveo più acqua o accorcia la condotta del 60% e aumenta il deflusso minimo vitale. La società accetta la seconda ipotesi e quindi si giunge al progetto attuale che prevede l’opera di presa all’altezza dei magazzini comunali e la centrale vera e propria alla confluenza tra il Biois e il Gaon. «Ci siamo trovati a gestire un iter al quale la precedente amministrazione aveva dato l’ok» ha detto il sindaco Michele Costa non nascondendo la propria perplessità di fronte all’operazione «abbiamo mandato avanti il tutto per non mettere in difficoltà il comune ed esporlo ad eventuali contenziosi».

Quello che restava da definire erano i soldi che avrebbe incamerato il Comune. «Il contratto con la società è ventennale» ha spiegato Costa «tuttavia, siccome non c’è ancora certezza su quella che sarà la tariffa incentivante, sono stati disegnati tre scenari: il primo, con un valore massimo della tariffa, prevede che il Comune incassi 30 mila euro l’anno più Iva; il secondo, con una tariffa ridotta del 10%, prevede un introito di 23 mila euro l’anno; il terzo, con tariffa ridotta del 20%, prevede 10 mila euro l’anno.

Se la società giudicasse non vantaggiosa la tariffa si riserva di non fare l’impianto e noi non chiederemmo alcun risarcimento». Costa ha pure spiegato come il Comune abbia fatto inserire la condizione per cui, se durante la stagione invernale venissero fatti lavori sul tratto che interessa anche la pista di sci nordico, la società riconoscerà un ristoro al gestore della pista e al Comune. Non solo. Alla Cavalera srl è stata chiesta la disponibilità a sottoscrivere un accordo con Bim Gsp per realizzare i lavori del collettore fognario a servizio del futuro depuratore». (g.san.)