En&En srl, fallita la società idroelettrica

Dal Corriere delle Alpi dell’8 aprile 2018

En&En srl, fallita la società idroelettrica
A fine marzo la sentenza del tribunale di Belluno. Il 10 luglio l’udienza per l’adunanza dei creditori

BELLUNO. Dal concordato preventivo al fallimento. Il tribunale civile di Belluno ha dichiarato il fallimento della società En&En – Energie per l’Energia srl con sede principale, amministrativa e operativa in via Caffi a Belluno. La sentenza è del 27 marzo scorso. Curatore fallimentare è stato nominato il ragionier Guerrino Marcadella di Vicenza. I creditori e tutti coloro che vantano diritti reali mobiliari su cose in possesso della società, avranno tempo fino alla fine di aprile per la presentazione al curatore delle domande di insinuazione al passivo fallimentare. Il 10 luglio, invece, è prevista l’udienza per l’adunanza dei creditori nel corso della quale si procederà all’esame dello stato passivo. La società era stata ammessa alla procedura preliminare al concordato preventivo nel maggio dello scorso anno.

En&En si era costituita nel 2002, su iniziativa di Confindustria Belluno Dolomiti e dell’allora presidente Celeste Bortoluzzi e dalla volontà di un gruppo di storici imprenditori della provincia. La sua mission consisteva nell’utilizzare e valorizzare le risorse energetiche, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili.

Nei primi anni di attività, la società aveva avviato una serie di iniziative importanti in settori diversi: idroelettrico, termoelettrico, eolico, cogenerazione. Alla costituzione della società aderirono 20 aziende appartenenti a vari settori. Nel corso del 2006 il numero di soci sottoscrittori era salito a 50 e il capitale sociale a 10 milioni di euro. A giugno del 2010 il capitale sociale era stato incrementato fino a 15 milioni di euro. Dal 2009, al posto di Bortoluzzi era subentrato alla guida della società Angelo Caneve, dimessosi poi nell’ottobre 2016. Al suo posto era subentrato Paolo Paoletti.

Una vita travagliata quella della società che ha dovuto far fronte tra il 2009-2010 all’estromissione dal cda e dalla presidenza di Valentino Vascellari e qualche anno più tardi a una causa civile di risarcimento danni intentata verso la En&En e il suo legale rappresentante (allora era Caneve
contro cui il giudice avrebbe disposto pignoramenti milionari sulle sue quote), da una società di Bolzano che aveva acquistato due impianti idroelettrici sui torrenti Borsoia (Alpago) e Biois (Agordino) e che contestava il costo troppo alto di vendita. Ora si è arrivati all’epilogo.