Danni in Comelico per 15 milioni: è S. Stefano il comune più colpito

Dal Corriere delle Alpi del 27 novembre 2019

Danni in Comelico per 15 milioni: è Santo Stefano il comune più colpito

Da Roma arrivano i tecnici della Protezione civile. Eseguito il check dei punti danneggiati durante le piogge dei giorni scorsi.

Un piccolo disastro. Lo hanno accertato, ieri pomeriggio, gli uomini della Protezione Civile che da Roma sono arrivati per verificare i danni dell’ultimo maltempo. Nei Comuni di Santo Stefano, San Nicolò e San Pietro, la recente emergenza ha fatto distruzioni per circa 15 milioni di euro. Una decina, almeno, nel territorio comunale di Santo Stefano, 2 in quello di San Nicolò e circa 3 nel territorio comunale di San Pietro.

I tecnici sono stati accompagnati in tutti i siti dal presidente dell’Unione montana Giancarlo Ianese, presenti anche i sindaci e i tecnici degli altri Comuni. A San Nicolò la delegazione è andata a vedere cosa è accaduto a Sega Digon, dove l’omonimo corso d’acqua è esondato e ha rischiato di portare via il magazzino di un’impresa. «C’è da rifare l’argine», spiega Ianese, «e bisogna pure rimettere in sicurezza la condotta della centrale idroelettrica comunale, che le acque del Digon hanno portato alla luce, distruggendo la copertura».

La situazione più grave è a Santo Stefano. Il torrente Padola, per circa 400 metri, ha allargato a dismisura il suo alveo, portandosi fin sotto le case e rischiando di risucchiare i magazzini di un’altra impresa edile. Inaccessibile, per un lungo tratto, la valle di Frison, perché la strada sembra bombardata, “mangiata” dalle cascate d’acqua. Veneto Strade sta realizzando una pista per raggiungere la centrale Enel. «È confermato che i danni, in questo caso, non sono inferiori agli 8 milioni e», aggiunge Ianese, «i tempi di ripristino probabilmente saranno molto lunghi». Sopralluogo in centro a Santo Stefano dove un rio ha minacciato due case che il Comune ha evacuato.

I verificatori della Protezione civile si sono successivamente trasferiti a San Pietro. A Presenaio hanno preso atto della precarietà che si è creata vicino al ponte sul Piave, con la frana che non è del tutto ferma ed altre sistemazioni che si palesano urgenti oltre che indispensabili. I tecnici si sono quindi portati verso Costalta dove hanno riscontrato le due frane che rendono impraticabile la strada. Quella più in basso è probabilmente la meno pericolosa ma necessita comunque di un intervento, anche perché sono ben due le case evacuate. Più grave la situazione a monte, con uno smottamento molto importante che ha gravissime conseguenze sulla strada di accesso al paese. «Strada», rileva Ianese, «che sta cedendo». Con questi presupposti è probabile che continui ancora a lungo la deviazione per Costalissoio, che per i residenti di Costalta comporta un pesante allungamento dei tempi per raggiungere Santo Stefano e, tanto più, San Pietro. «I tecnici, che hanno riscontrato i danni anche in altre parti della provincia, predisporranno delle schede che presenteranno al Governo per i risarcimenti». F. Dal Mas