Cortina, Rio Federa: progetto “pieno d’imprecisioni”

Dal Corriere delle Alpi del 18 marzo 2017

La denuncia di Silverio Lacedelli
Rio Federa: progetto “pieno d’imprecisioni”

Ai tanti regolieri presenti in sala sono stati illustrati dati che ben rappresentano l’impatto sull’ambiente e soprattutto l’inutilità di un intervento particolarmente invasivo

CORTINA La centralina sul Rio Federa difficilmente darà l’utile previsto: e, ammesso che Dolomiti Derivazioni Srl ottenga l’autorizzazione, sarà difficile poi prenderne la gestione. Ne è pressoché convinto Silverio Lacedelli, cortinese da sempre molto attento alle questioni ambientali.

Lacedelli è intervenuto all’incontro di presentazione del dossier “Centraline: come distruggere l’ambiente per mettere le mani sul pubblico denaro”, fornendo alcuni dati e facendo alcune osservazioni sul progetto della centralina sul rio Federa, presentato lo scorso mese nella sala consiliare del Comune di Cortina e al momento ancora al vaglio della Valutazione di Impatto Ambientale. «Sono andato a vedere tutte le tavole del progetto, e mi sono accorto che ci sono molte imprecisioni: in alcune parti, ad esempio, si fa riferimento al torrente Biois, che è in tutt’altro luogo. È come se fosse stato fatto un copia-incolla con progetti precedenti, senza approfondire». Lacedelli ha illustrato ai presenti, molti dei quali regolieri, ossia proprietari del terreno dove dovrebbe sorgere la centralina, alcuni dati per far capire l’impatto sull’ambiente, ma soprattutto l’inutilità dell’intervento. Per il cantiere che verrà allestito a metà strada tra Pianozes e Federa, dove ci dovrebbe essere la presa d’acqua, ci sarà una riduzione forestale di 7.081 metri quadrati. Verrà poi effettuato uno scavo per la condotta forzata per un totale di 1.365 metri, con una profondità di un metro e mezzo. Per stabilizzare la zona a monte della presa d’acqua, si dovrà inoltre costruire una briglia di sbarramento in cemento armato alta cinque metri, dei quali due interrati e tre sopra terra. Lo spessore del corpo della briglia sarà di 80 cm, con una piattaforma di fondazione di
2,5 m x 9,85m. Le misure di portata effettuate dallo stesso Lacedelli non coincidono poi con quelle certificate sul progetto, ma sono molto più basse. Non tengono conto, infatti, del deflusso quasi nullo dell’acqua durante i mesi invernali, e nemmeno di una riduzione della portata a valle di almeno 100 litri al secondo per effetto della circolazione sotterranea della parte finale del ruscello, che farebbe scendere la produzione di energia elettrica annua da 2.649 kwh a 1.500 kwh.

Queste, e altre osservazioni, saranno presentate da Lacedelli, ma anche dai gruppi ambientalisti, nei termini previsti per la VIA. I funzionari, poi, faranno le proprie valutazioni. (m.m.)