Confindustria Dolomiti: nuovo presidente, vecchie proposte

comunicato stampa del Comitato PER ALTRE STRADE Dolomiti, a seguito delle dichiarazioni di Luca Barbini, nuovo presidente di Confindustria Belluno

Confindustria Dolomiti nuovo presidente, vecchie proposte

Auspichiamo il superamento dell’ostilità nei confronti dei privati che vogliono investire nel settore
delle energie rinnovabili, nonché una semplificazione delle procedure autorizzative” ha dichiarato
in questi giorni alla stampa locale Luca Barbini, da poco eletto al vertice di Confindustria Dolomiti,
e l’affermazione non ci stupisce, visto che lo stesso fa parte di quei privati che investono nel
settore dell’idroelettrico, e che tra i componenti della sua giunta c’è quel Vittorio Zollet che ha
progettato impianti su quasi tutti i torrenti della nostra Provincia.
Il nome del nuovo Presidente figura infatti tra i soci della Dolomiti Derivazioni srl, che ha sede a
Ospitale di Cadore in Via Alemagna 9, società che ha presentato progetti di nuovi impianti su
numerosi corsi d’acqua, tra cui Boite e affluenti.
D’altro canto la tesi che l’acqua, in quanto risorsa economica della montagna, possa venire
intubata in modo indiscriminato perché pochi privati possano approfittare degli incentivi pubblici
alle cosiddette rinnovabili, con grave danno ambientale e minime ricadute positive (quando ci
sono) sulle comunità locali, era stata espressa già dal suo predecessore Domenico Cappellaro, e
prima di lui da Giovanni Piccoli, allora Presidente del BIM, che si era anche opposto a qualsiasi
forma di programmazione e di regolamentazione del settore (cosa, questa, impensabile in
analoghi contesti stranieri).
Quanto all’auspicio di una ulteriore “semplificazione delle procedure autorizzative”, il Presidente
Barbini non può non sapere che già ora le procedure in atto sono talmente inadeguate rispetto
agli impegni assunti in ambito comunitario in materia di qualità di Acque e Habitat, che ormai
esistono tutte le premesse per una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte della
Commissione Europea, con conseguenti sanzioni che verranno scaricate su contribuenti già supertassati,
sanzioni evitabili solo con lo stop di ogni nuova concessione e con l’immediata moratoria di
tutti i procedimenti in corso.
Pubblico o privato che sia, ogni nuovo impianto idroelettrico va ormai ad incidere in un reticolo
sfruttato oltre ogni limite, e non è più proponibile, salvo rare eccezioni (impianti su acquedotti, su
rete fognaria e pochi altri). In ogni caso, se proprio si deve scegliere, meglio pubblico che privato.
Nei confronti degli Industriali Bellunesi, le aspettative sono che risorse e capacità vengano
orientate al miglioramento della competitività del territorio, al sostegno delle politiche del lavoro
e ad una “progettualità che guardi al futuro con la caparbietà e il senso del domani tipici degli
uomini di montagna”, come loro stessi amano affermare.
Nel settore dell’energia, le aspettative vanno in direzione di iniziative legate all’efficientamento e
al risparmio energetico (ambiti tutti da esplorare) che tengano conto non solo delle potenzialità,
ma anche delle fragilità di questa Provincia, per contribuire a rafforzarla, non ad impoverirla.
E poi la valorizzazione del trasporto ferroviario partendo dal miglioramento delle strutture
esistenti e dal progetto di fattibilità per una ferrovia delle Dolomiti da loro stessi predisposto, e la
trasformazione delle stazioni in luoghi più accoglienti e funzionali, adatti ad accogliere biciclette etreni speciali, senza escludere attività commerciali.
Dagli Industriali Bellunesi non ci aspettiamo certo una politica di rapina dei Beni Comuni, come nel caso del nuovo idroelettrico, o l’arroccamento su vecchie posizioni a sostegno di improponibili prolungamenti autostradali.

PER ALTRE STRADE Dolomiti, Comitato Interregionale Carnia-Cadore

19 febbraio 2015

Barbini, Gazz. 13-02-2015

in precedenza:

Dolomiti Press
Maltempo. Confindustria Belluno Dolomiti: con annunci e accuse non si risolvono i problemi.

Per Barbini bisogna vincere le resistenze degli ambientalisti e costruire centraline idroelettriche
feb 4th, 2014 | By redazione | Category: Lavoro Economia, Prima Pagina

Palazzo Doglioni-Dalmas sede Confindustria Belluno Dolomiti
Belluno, 4 febbraio 2014 – «E’ davvero singolare che i nostri politici e amministratori siano impegnati a polemizzare e a scaricare sugli altri le responsabilità: a chi spetta, se non a loro, risolvere i problemi del territorio? Non basta dichiarare che “quanto successo è una vergogna”, né promettere, adesso, iniziative e provvedimenti. Con la politica degli annunci, delle promesse e delle accuse non si aiuta la nostra provincia a superare quei deficit strutturali che ne pregiudicano lo sviluppo economico». E’ quanto afferma Luca Barbini, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti, a proposito delle reazioni della politica ai disagi provocati dall’ondata di maltempo che sta colpendo in particolare la parte alta della provincia bellunese. «Voglio innanzitutto ringraziare il personale di Enel e Terna – dice Luca Barbini – per gli sforzi profusi, in condizioni quasi proibitive, per riportare, in tempi rapidi, l’energia a famiglie e aziende».
«A differenza di quanto accaduto nel giorno di Santo Stefano – aggiunge Barbini – le precipitazioni di questi giorni sono effettivamente eccezionali. Ciò che colpisce, però, è la risposta dei nostri rappresentanti politici, a tutti i livelli. Capisco la frustrazione dei sindaci dei piccoli comuni di montagna di fronte all’emergenza, ma dichiarare di sentirsi abbandonati non basta. Non si sono mai accorti, prima di adesso, che mancava la manutenzione del territorio? Perché non si sono attivati concretamente? E la Regione Veneto? Troppo comodo indignarsi: i problemi non si risolvono con un comunicato stampa, ma attuando i provvedimenti che servono, anche se scomodi e contrari all’opinione di quelle minoranze rumorose che, per interessi personali o per convinzioni ideologiche, condizionano troppo spesso i decisori pubblici». «L’ennesimo tentativo di cavalcare la rabbia della popolazione a cui assistiamo in questi giorni – prosegue il vicepresidente degli industriali bellunesi – si aggiunge alle tante promesse, sempre disattese, che abbiamo sentito anche di recente. Ma non è certo così che la politica e le istituzioni possono riacquistare un briciolo di credibilità. Se manca la manutenzione del territorio, bisogna fare in modo che qualcuno la esegua. Se le infrastrutture non sono adeguate, bisogna trovare le risorse e il coraggio per realizzarle».
«E’ importante e positivo – dice ancora Barbini – che, alla luce del nuovo blackout, alcuni sindaci bellunesi chiedano quell’autonomia energetica che è già realtà in Alto Adige e che potrebbe essere realizzata anche nella nostra provincia, attraverso la costruzione di microcentrali idroelettriche per la produzione di energia pulita. Sarebbe non solo una garanzia contro il ripetersi di certe situazioni imbarazzanti, ma anche un volano di sviluppo economico per l’intero territorio. Peccato che, anche su questo, le frange estremiste dell’ambientalismo riescano a condizionare le scelte della politica».
«Noi imprenditori – conclude Luca Barbini – siamo convinti che questa provincia abbia le risorse ambientali e umane per uscire dalla crisi, avviando una nuova fase di sviluppo economico. La politica, però, non può continuare a comportarsi in modo pilatesco come in questi giorni. Deve, invece, contribuire concretamente a rendere più competitivo il territorio, il che significa governare e non blaterare».