Centraline: vantaggi anche ai locali

Dal Gazzettino del 5 ottobre 2017

Centraline: vantaggi anche ai locali

«Il vero problema delle centraline idroelettriche è la mancanza di programmazione e analisi da parte dello Stato e delle Regioni»: il sindaco di Comelico Superiore, Marco Staunovo Polacco, è uno dei firmatari dell’appello alle autorità nazionali e regionali affinchè le acque dei torrenti montani siano sottoposte ad una normativa che faccia chiarezza sull’attuale campo libero per le domande di captazione.

Non rifiuta il dialogo con le associazioni ambientaliste, che pure si oppongono alla realizzazione della centralina sul torrente Padola, ma richiama anch’esse ad un atteggiamento non preconcetto. «Ciò che importa -sostiene- è che le acque dei nostri torrenti siano utilizzate per gli abitanti dei paesi di montagna. Invece ora si sommano le domande dei privati, il cui unico scopo è arricchirsi, in maniera indiscriminata. Il Piave dovrebbe avere, nella tratta da Sappada a Santo Stefano cinque o sei centraline. Una cosa assurda.

Come è assurdo che sul Digon, dove esistono già due centraline del Comune di San Nicolò e una richiesta a monte del nostro Comune, sia stata data la concessione per un’altra centralina nel tratto intermedio ad una ditta privata, senza nemmeno il parere della Via». Per Staunovo Polacco è fondamentale monitorare i vari torrenti e capire dove e quanto si possa prelevare acqua per costruire centraline, escludendo però le concessioni ai privati. «Per la centralina sul Padola -dice- abbiamo dovuto arrivare fino in Cassazione per vedere respinto il ricorso della Dolomiti Derivazioni, e questo comporta un ritardo notevole nell’iter di progettazione.

Ora siamo sottoposti ad un parere della Via e stiamo monitorando, con una ditta specializzata, le acque nel tratto da Pissandolo a Valgrande. Nei prossimi mesi dovremmo sottoporre i monitoraggi alla Via e attendere il parere definitivo, che ci permetta poi di procedere con gli appalti per la realizzazione della centralina sul Padola, che stiamo attendendo ormai da anni». La richiesta dei sindaci di avere un riconoscimento del diritto dei montanari ad utilizzare il bene-acqua, anche per lo sfruttamento energetico, dovrebbe essere recepito sia a livello nazionale che regionale.

Lucio Eicher Clere