Dossier Centraline, sindaci a doppia faccia

presentato il 16 dicembre a Fusine di Zoldo il dossier “CENTRALINE”  Come distruggere l’ambiente per mettere le mani sul pubblico denaro

dal Gazzettino del 17 dicembre 2016

Se guardiamo a come negli ultimi anni si è sviluppato l’assalto al tesoro dei nostri torrenti allo scopo di realizzare centraline idroelettriche non possono che sorgere dubbi inquietanti.

«Tutto va come se la parte della legge nazionale sugli incentivi all’idroelettrico:

– uno, fosse stata scritta in malafede;

– due, da parte della Regione Veneto fosse stata costantemente e scientemente diretta a favorire l’assalto al territorio e alla produzione di ricavi, a scapito del territorio;

– tre, dipendesse da una spartizione, assentita dall’ente controllante».

E’ forse la parte più sconvolgente del lungo e documentato intervento con cui Piero Sommavilla, ingegnere e attivista del Comitato Acqua bene comune, ha presentato ieri sera a Fusine il corposo dossier sulle centraline elaborato dalla sua associazione in collaborazione con altri gruppi dell’ambientalismo locale e non solo: Wwf, rappresentato ieri da Lucia Ruffato, Peraltrestrade Dolomiti, con Giovanna Deppi, Italia Nostra con Giovanna Ceiner.

Un’affermazione molto impegnativa, ma per niente avventata, e che rappresenta una delle conclusioni più preganti contenute nello stesso volume. Una pubblicazione che a ragione si può ritenere non solo una guida per avvicinarsi, senza farsi inghiottire, al complesso mondo dello sfruttamento idroelettrico, che in provincia negli ultimi anni ha puntato a sfruttare intensivamente ogni corso d’acqua: «Il Piave è tra i fiumi sfruttati d’Europa» è stato sottolineato.

Ma anche un prontuario per quei cittadini e quelle amministrazioni che mirino a difendersi da un assalto che è tuttora in corso. A proposito di amministrazioni locali in realtà la serata ha evidenziato anche le contraddizioni fra l’atteggiamento di quei sindaci che, quando siedono nel consiglio provinciale – ha stigmatizzato Sommavilla – «votano all’unanimità un dossier contro le centraline, com’è accaduto nell’aprile 2015, e se invece rappresentano Bim infrastrutture decidono per altre centraline».

Per partecipare alla presentazione del volume Centraline, come distruggere l’ambiente per mettere le mani sul pubblico denaro i cittadini di Zoldo (e non solo) sono accorsi numerosi: perché da anni sono abituati a dover fare i conti con gli «appetiti dei costruttori», come sono stati definiti anche ieri.

E con la loro presenza hanno garantito che, quando necessario, scenderanno in campo per difendere quello che è rimasto dell’integrità del loro territorio, come richiesto dal sindaco Camillo De Pellegrin.

Angelo Santin

 

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