Centraline, la situazione in Lombardia

A RAI3- Prima Pagina, 15 novembre 2115

Stimatissimo giornalista,
Le scriviamo a seguito della Sua disponibilità ad aprire un inchiesta sulle diverse incresciose questioni che ruotano intorno al settore idroelettrico come sollevato da Lucia Ruffato a “Prima Pagina” il 1° novembre u.s.
Esistono sul territorio numerosi comitati locali che in qualche modo cercano di opporsi allo sfruttamento massivo ed indiscriminato dei corsi d’acqua, ma raramente queste questioni hanno interessato i media nazionali.

La provincia di Sondrio è il Kuwait azzurro per la sua ricchezza d’acqua.
Non ci facciamo mancare niente: dalle acque termali a quelle minerali, passando soprattutto per la produzione idroelettrica.
La produzione idroelettrica provinciale rappresenta circa il 12% di quella nazionale ed il 46% di quella Lombarda e proprio la produzione di energia elettrica ha prodotto quello che l’insigne economista prof. Marco Vitale ha definito un “Far West” dell’acqua.

“””””Questa espressione che mi è venuta spontanea osservando i comportamenti nel lungo periodo dei “padroni” delle acque valtellinesi è, per straordinaria coincidenza, uguale a quella usata da Vandana Shiva, la scienziata indiana che più si è battuta per i diritti idrici, che parla di economia dei cowboy e che ha detto: “la creazione di un mercato non gestito della collettività ci riporta al Far West; la democrazia si fonda su questo bene comune”. In Valtellina i concessionari ricchi, potenti, competenti, organizzati, hanno sempre fatto quello che volevano con amministrazioni pubbliche, deboli, ignoranti, succubi e, talora, corrotte. Come nel Far West dove i grandi e forti allevatori facevano quello che volevano, costruivano ma depredavano, creavano ma spogliavano chi non stava con loro, e sterminarono gli indiani. E se qualcuno si metteva per traverso lo ammazzavano o lo facevano ammazzare dallo sceriffo corrotto….(omissis) Le produzioni idroelettriche si sono portate via un ritorno incredibile che continua e che, con il passare degli anni, diventa sempre più alto. E non hanno avuto riguardo per niente e per nessuno, che non fosse il loro massimo profitto, sacrificando ambiente, ecologia, portata dei fiumi, rispetto degli altri utilizzatori della preziosa risorsa idrica.””””(cit. Prof. Marco Vitale).

Grazie a movimenti civici, s’è tentato di passare dal Far West ad un regime civile.

“””” Grazie a movimenti civici, in difesa di fiumi e torrenti, dall’attività informativa e culturale di persone competenti, oneste e di valore (come il geometra Songini della Val Masino), che ha fornito la più documentata e convincente accusa contro i soprusi degli uomini del Far West, all’azione di alcuni amministratori pubblici per bene, ha preso corpo anche in Valtellina un importante tentativo di passare dal Far West ad un regime civile, economicamente sensato ed equilibrato di gestione delle acque.””””

1. La Provincia di Sondrio, sospinta dai movimenti civici, aveva concordato ed ottenuto una moratoria per nuove concessioni, sia di minore portata che per le grosse derivazioni. Fu un grande risultato che, almeno per un certo periodo, autorizzava la Provincia a negare le concessioni alle decine di operatori che le chiedevano (come le chiedono) sospinti da una legge statale agevolativa, sciagurata e distruttiva, domande che, se accolte, avrebbero definitivamente alterato l’ambiente della montagna valtellinese.

2. La Provincia di Sondrio emana, poi, nel Novembre 2009, in applicazione del PTCP, un Bilancio Idrico della Provincia, che si prefigge, tra l’altro l’obiettivo di adempiere alle raccomandazioni della Direttiva europea 2000/60. Nonostante la lamentata mancanza di serie storiche di dati fondamentali, mancanza da imputare alle grandi concessionarie che hanno sempre seguito la politica dell’oscurità, della mancanza di dati trasparenti, di sottrazione da ogni possibile monitoraggio, il Bilancio Idrico, con relativa relazione tecnica, che costituisce una base per una gestione integrata e responsabile del sistema idrico della Valle.
3. Ebbene, le recenti direttive per la revisione del Piano di Tutela delle acque della regione Lombardia e le delibere della provincia di Sondrio, minano nelle fondamenta i risultati raggiunti. Perciò il tentativo di passare dal Far West a un ordinamento civile è per ora semi fallito.

Quello a cui si assiste è una corsa sfrenata alla derivazione di ogni piccolo rigagnolo; alla trasformazione di piccole derivazioni in grandi derivazioni con iter burocratici di dubbia legittimità (emblematica la questione della derivazione del Mallero di Chiesa in Valmalenco per la quale lo IAPS – Intergruppo Acque della Provincia di Sondrio- nella totale assenza di reazione da parte delle istituzioni, ha presentato un ricorso aprendo una sottoscrizione popolare per finanziarne le spese); alla sfida a singolar tenzone per il rinnovo delle concessioni in assenza dei decreti attuativi statali per l’indizione delle gare…

Le grandi concessioni in scadenza sono state, in forza di legge, prorogate di 5 anni, a prescindere. Cioè senza nessuna discussione, senza quelle verifiche dell’impatto ambientale richieste dal Bilancio idrico provinciale, senza imporre di colmare quelle lacune informative sulle quali tanto hanno puntato, vincendo, i signori del Far West, senza dar vita a nessun serio sistema di monitoraggio. Niente di niente. Tanti studi, tante fatiche, tanti dibattiti, per portare a casa quasi niente. Analoga disposizione di proroga incondizionata contenuta nella legge finanziaria 2006 è stata dichiarata incostituzionale con pronuncia della Corte Costituzionale 18 gennaio 2008 N. 1. Data l’inerzia della Regione nel preparare le gare per le nuove concessioni (gare nelle quali il concessionario uscente, per una serie di ragioni intuitive parte sempre in una posizione di vantaggio), la proroga era inevitabile. Ma essa andava negoziata, barattata con una serie di regole comportamentali ed organizzative che avrebbero potuto rappresentare, comunque, una svolta. Così è stata un regalo, una resa senza condizioni. Ed è interessante che il termine “regalo”sia stato utilizzato anche da un giornale imprenditoriale come Il Sole 24 Ore (mercoledì 4 agosto 2010, inserto Lombardia) nell’articolo dal titolo. “Lega in aiuo di A2A. Concessioni lunghe per l’idroelettrica”- (omissis) Un’altra questione di grande importanza e la necessità di chiarezza, oggettività, omogeneità, verificabilità dei criteri applicati dalla Regione per la rideterminazione dei termini di concessione degli impianti. Si tratta di parametri di concessione che hanno enormi conseguenze pratiche: economiche, operative, ambientali, relative alla determinazione del Deflusso Minimo Vitale. Ma hanno anche effetti giuridico-istituzionali-politici e morali se non vengono applicati a tutti con gli stessi criteri e le stesse misure. Nei decreti di rideterminazione dei termini di concessione sinora emessi dalla Regione esistono vistose differenze. La questione è talmente evidente che, dopo documentate mozioni presentate dal consigliere provinciale Martina Simonini, il Consiglio provinciale all’unanimità ha approvato, in data 12.07.2010, una delibera che impegnava il presidente a chiedere alla Regione Lombardia i necessari chiarimenti tecnico-amministrativi, in merito alla modalità di rideterminazione dei parametri applicati per i vari impianti. Dietro queste questioni apparentemente tecniche si celano temi essenziali che chiamano impropriamente politici. (omissis)”.Il povero geometra Songini per aver detto che i produttori dell’idroelettrico rubavano acqua cose simili ed avere cercato sagaciamente di dimostrarle nel suo pregevolissimo libro, Acque Misteriose, è stato ingiustamente trascinato in tribunale e fu persino richiesto che il suo libro venisse ritirato dal commercio e tutte le copie distrutte, presumibilmente bruciandole, come ai tempi delle streghe. (omissis). (cit. Prof. Marco Vitale)
Tante sono le questioni che ci piacerebbe segnalarle. C’è davvero tanto materiale per un inchiesta. Ci risulta tra l’altro che anche in altre province e regioni del nord Italia la situazione non sia migliore.
Delle vicende della provincia di Sondrio s’è a suo tempo occupato anche Paolo Rumiz con un articolo su “La repubblica” che può trovare qui
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/08/la-guerra-dell-acqua-ora-la-valtellina.html
Notizie utili ad una eventuale inchiesta si possono rinvenire sul nostro sito

www.acquavaltellina.altervista.org
Restiamo volentieri a disposizione per qualsiasi informazione o approfondimento dovesse occorrere.
Con viva cordialità.
Martina Simonini ma.simonini@tiscali.it
Giovanni Curti giovanni.curti@wayne.com