Centraline: «Impatto zero o stop agli incentivi statali»

Dal Corriere delle Alpi del 17 settembre 2018

D’Incà (M5S) illustra il decreto pensato per fermare distruzione e speculazione
«I privati vogliono costruire in provincia altri 80 impianti, noi li fermeremo»
Centraline: «Impatto zero o stop agli incentivi statali»

BELLUNO Si preannunciano tempi duri per gli sfruttatori di fiumi e torrenti a scopo idroelettrico, ma il Governo ora dovrà reggere fino alla fine. Il Movimento Cinque Stelle già esulta per il cosiddetto “decreto incentivi” che promette di mettere fine al far west delle centraline. Ad annunciarlo è il parlamentare bellunese pentastellato Federico D’Incà, che ha seguito da vicino il procedimento relativo al decreto incentivi.

Il nuovo testo, in sostanza, punta a non concedere più alcuna autorizzazione agli impianti che non corrisponderanno alle direttive a impatto zero previste dalla nuova normativa. «Siamo in dirittura di arrivo di un percorso che non è stato facile, ma che ha avuto nei nostri rappresentanti al Governo un’importante sponda responsabile», spiega D’Incà, «ho seguito in prima persona il nuovo decreto incentivi al Ministero dello sviluppo economico prima e al Ministero dell’ambiente poi, incontrando associazioni e comitati. Secondo i dati forniti dalla Provincia di Belluno nel 2017, attualmente sono in itinere domande per 63 impianti che, allo stato, non hanno né concessione di derivazione né autorizzazione alla costruzione. A questi vanno sommati i 17 progetti che hanno già ottenuto la concessione senza alcuna valutazione di carattere ambientale e che sono ancora privi di autorizzazione alla costruzione».

Proprio dai comitati e dalle associazioni interessate allo stato di salute dei nostri corsi d’acqua arrivano i commenti più positivi: «È una soluzione che ho seguito con attenzione», continua D’Incà, «conscio degli attacchi che avrebbe potuto subire da chi vede in questi incentivi una fonte facile di guadagno senza curarsi dei danni che questo può produrre sull’ecosistema bellunese e sulle pesanti ricadute negative sul turismo». Il testo attuale aveva ricevuto un parere del tutto negativo da parte del Ministero: «Il nuovo decreto, di prossima emanazione, recepisce in pratica il parere del Ministero dell’ambiente che si era pronunciato pesantemente sulla vecchia bozza del decreto incentivi del Mise», continua D’Incà, «e, ad avviso degli uffici, la nuova formulazione non consentirà l’accesso ai nuovi incentivi per tutti quegli impianti che non rispetteranno la tipologia costruttiva a impatto zero sui corpi idrici indicata nel nuovo testo».

Il Ministero ha avviato una consultazione con i principali stakeholder che dovranno inviare le loro osservazioni entro il 19 settembre: «Una fase delicata», conclude D’Incà, «direi la più delicata, in cui forti saranno le spinte di chi vuole mantenere lo status quo. Ma è anche il momento delle responsabilità, il momento in cui tutti devono fare la propria parte e tenere la posizione sia nel Governo che nella società civile con i comitati ed i sindaci. Il traguardo è vicino e spero che i miei, i nostri sforzi, siano ripagati per il bene del territorio e delle nostre generazioni future a cui non dobbiamo lasciare una eredità ambientale compromessa». Fabrizio Ruffini