Centro Cadore: centraline, diffida per una società

Corriere delle Alpi  14-02-2015,
Centraline, diffida per una società

CENTRO CADORE Un cumulo di ghiaia, probabilmente portata dalle piene del torrente nell’ultima primavera, riduce ad un rivolo il deflusso minimo vitale fissato per legge. E la Provincia “ammonisce” la società che gestisce la centralina.

È successo in Centro Cadore, in un impianto collocato tra i Comuni di Vigo e Lorenzago. I fatti risalgono allo scorso autunno ma il procedimento aperto da palazzo Piloni si è concluso solo pochi giorni fa con una diffida verso la società, il cui nome non è stato reso noto. Durante un sopralluogo della polizia provinciale datato primo settembre palazzo Piloni scopre che lungo il corso d’acqua, nei pressi della centralina, si è accumulata una grande quantità di ghiaia «che ostruisce il deflusso dell’acqua verso la scala di monta dei pesci, la quale risulta alimentata esclusivamente da una piccola vena laterale» si legge nel verbale. Un secondo sopralluogo conferma la situazione: «la totalità dell’acqua del torrente viene captata dalla presa della centralina e a valle di tale opera il torrente risulta attualmente quasi completamente in secca».

La Provincia invita quindi la società che gestisce l’impianto a fornire dei chiarimenti: i gestori fanno riferimento alle continue precipitazioni che hanno portato una grande quantità di materiale alluvionale. Materiale che si sarebbe voluto rimuovere già in estate chiedendo gli appositi permessi a Regione e Provincia. L’autorizzazione, però, è arrivata solo a gennaio. Non solo: la società ha affermato di aver ovviato all’involontaria captazione dell’acqua tramite una movimentazione delle paratoie che ha garantito il deflusso minimo vitale, come riportato nelle rilevazioni allegate dalla società. Una spiegazione che non ha convinto la Provincia che ha formalmente diffidato la società invitandola a rispettare i parametri sul deflusso. Una sorta di “cartellino giallo”: se i valori rilevati verranno nuovamente trovati fuori norma la concessione potrebbe essere revocata.

Un tema scottante, quello dell’acqua, e che gli stessi sindaci hanno chiesto di poter gestire con maggiore autonomia da parte della Provincia. Nel frattempo Enel ha annunciato che a partire dalla primavera saranno in funzione quattro nuove centraline ad Auronzo di Cadore, Cencenighe Agordino, Forno di Zoldo e Soverzene. Si sono infatti conclusi con successo i test di funzionamento: attraverso il cosiddetto “primo parallelo”, un passo decisivo per qualunque nuovo impianto, per la prima volta le centraline hanno immesso in rete l’energia prodotta e nelle prossime settimane, completate tutte le verifiche, potranno fornire l’energia elettrica necessaria per 3 mila famiglie del Veneto.

L’investimento complessivo è stato di 9 milioni di Euro; la potenza installata è pari a 1.400 kW e la produzione attesa circa 8,4 GWh/l’anno (pari appunto al fabbisogno di energia elettrica necessaria a 3.000 famiglie del Veneto), con la riduzione del rilascio in atmosfera di 3.600 tonnellate di CO2/anno.