Centraline: appello al Ministro dell’Ambiente

Belluno, 23/08//2012

Al Signor Ministro dell’Ambiente Corrado Clini – ROMA

Signor Ministro,

Le associazioni protezionistiche della Provincia di Belluno: Pro Natura, WWF, Lega ambiente, Italia Nostra ed il CAI di Belluno

CONSTATATO :

 Che l’ulteriore sfruttamento delle acque dei fiumi e dei torrenti per la produzione di energia idroelettrica rappresenta, grazie alle massicce sovvenzioni pubbliche, una opportunità economica per gli operatori coinvolti ma è gravido di inaccettabili conseguenze per l’ambiente ed è assolutamente ininfluente per quanto concerne il bilancio energetico nazionale.

 Che nelle regioni alpine italiane, dove già oltre il 90% dei tratti di corsi d’acqua è sfruttato massicciamente a scopo idroelettrico, si sta assentendo un gran numero di altre concessioni per il prelievo delle acque residue ancora fluenti, e in particolare in provincia di Belluno è stato presentato un progetto ENEL per ulteriori due imponenti derivazioni delle acque del Cordevole e del Piave e relativamente al bacino di questo stesso fiume, uno dei più disastrati dell’intero continente europeo, sono state presentate numerose altre richieste d’installazione di centraline idroelettriche anche all’interno di aree protette (parco nazionale, regionale ed aree limitrofe).

 Che al momento manca una dettagliata conoscenza della situazione ambientale del reticolo idrografico del nostro Paese ed una pianificazione del suo utilizzo che consenta di ridurne l’impatto ambientale.

 Che l’Italia ha sottoscritto la “Convenzione delle Alpi” la quale la impegna ad una politica di gestione del territorio attenta alle conseguenze ambientali di ogni forma di produzione energetica.

 Che da parte degli ambienti scientifici nazionali ed internazionali e degli stessi responsabili della pianificazione a livello locale, già da molto tempo si è dimostrata una crescente preoccupazione per gli effetti dell’abnorme, spropositato utilizzo delle acque a scopo idroelettrico, come testimoniato da numerosi convegni tra i quali desideriamo citare quelli di Belluno del maggio 1990 e 1994 e quello di Torino del gennaio 1995, patrocinati rispettivamente dalla Provincia di Belluno e dalla Regione Piemonte.

 Che è interesse della collettività mantenere una parte del territorio, in particolare quella costituita dagli ambienti acquatici che ne rappresentano una percentuale estremamente ridotta ma oltremodo significativa, in condizioni di naturalità, sia per motivi culturali, paesaggistici e naturalistici, che per la loro importanza economica, quali elementi di richiamo di un turismo avveduto e motivato.

 Che la situazione finanziaria impone una maggiore razionalizzazione dell’impiego del denaro pubblico, e non appare più tollerabile beneficiare determinate categorie a danno dell’ambiente, cioè a danno degli interessi dell’intera comunità sull’onda di una demagogica e talora antiscientifica campagna per lo sfruttamento delle energie verdi e rispettose dell’ambiente, distruggendo, in questo caso, proprio uno degli elementi più significativi dello stesso ambiente e paesaggio.
CHIEDONO:

 Una revisione totale dei disciplinari di concessione per le piccole e grandi derivazioni che ora prevedono delle portate residue troppo basse, tra le più basse fra quelle stabilite a livello internazionale, per rispondere alle esigenze dell’ambiente (flora, fauna, paesaggio, idrologia, turismo e qualità della vita), e ciò nello spirito e nella lettera delle attuali leggi vigenti. Tali portate non dovrebbero essere costanti ma modulate nel tempo, per rispecchiare il naturale ciclo idrologico delle alte e basse acque, ossia il rispetto dell’andamento naturale dei deflussi.

 Una sospensione dei cospicui contributi attualmente erogati a favore della realizzazione di piccoli impianti idroelettrici.

 Una revisione della politica tariffaria che attualmente premia più chi costruisce piccoli impianti per cedere energia rispetto a coloro che li costruiscono per usi propri con cessione degli esuberi a prezzi ridotti.

 L’abolizione della legge n. 529 del 7/8/1982 che dando facoltà all’ENEL di subentrare nelle concessioni di grande derivazione idroelettrica alla scadenza delle stesse in tutti i casi in cui i concessionari non potenzino ove possibile gli impianti, si configura quale generalizzato incentivo all’aumento della producibilità di energia e delle portate derivate a prescindere dalla situazione di degrado ambientale in cui versano i bacini idrografici.

 L’introduzione di una legge che imponga alle Regioni di sospendere il rilascio di ulteriori concessioni per il prelievo di acqua a fini idroelettrici, finché non siano disponibili seri studi di impatto ambientale.
Con fiducia per le associazioni

——————————
Copia:

UNESCO – World Heritage Centre – Paris
Parlamento Europeo – Strasburgo
Agenzia Europea per l’Ambiente – Copenaghen
WWF – Europa
Presidente della Repubblica
Presidente del Consiglio
Commissioni Ambiente della Camera e del Senato
Presidente della Provincia di Belluno
Assessore all’Ambiente della Provincia di Belluno
Sindaci della provincia di Belluno
Assessore alla Pesca ed alla tutela delle Acque della provincia di Belluno
Presidenti delle Regioni : Piemonte,Valle D’Aosta , Lombardia , Veneto, Friuli- Venezia Giulia
Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano
CAI-Tutela Ambiente
TCI
ANSA
Organi di stampa locali e nazionali
Associazioni ambientaliste nazionali e locali