Centralina sul Sarzana, Voltago va in tribunale

Dal Corriere delle Alpi del 13 gennaio 2017

La giunta comunale ha autorizzato il sindaco a costituirsi in giudiziocontro la ditta che vuole costruire l’impianto. Si chiede di annullare il nulla osta.

VOLTAGO Il Comune contro la ditta che vuole costruire una centralina sul Sarzana. Dalla semplice opposizione a parole, la giunta comunale di Voltago ha deciso di passare a quella con i fatti. Nella seduta di mercoledì ha infatti autorizzato il sindaco Bruno Zanvit a ricorrere e costituirsi in giudizio in nome e per conto del Comune nella prossima controversia nei confronti della Società Dolomiti Derivazioni Srl avanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma, allo scopo di ottenere l’annullamento della determinazione della Provincia di Belluno n. 1853 del 25 ottobre scorso. Provvedimento che ha assegnato la concessione a costruire una centralina sul torrente Sarzana alla società Dolomiti Derivazioni srl di Ospitale di Cadore (subentrata alla Zollet Ingegneria e rappresentata legalmente da Valentino Vascellari).

Il Comune ha quindi affidato il patrocinio legale all’avvocato Matteo Ceruti del Foro di Rovigo che costerà all’ente 10.466 euro al lordo di oneri e ritenute di legge. Il progetto in questione prevede di prendere l’acqua a quota 960,51 metri in misura non superiore a 10 moduli massimi (mille litri al secondo) e 3,65 medi (365 litri al secondo), per produrre sul salto di 138,39 metri la potenza nominale media di 495,22 chilowatt. «L’impianto in progetto», aveva scritto la Provincia «ha l’obbligo di garantire il deflusso di una portata continua di rispetto in alveo che, immediatamente a valle dell’opera di presa, non dovrà essere inferiore a 1,10 moduli (110 l/s) per tutto l’anno, fatta salva la possibilità da parte dell’ente concedente di poter prescrivere alla ditta concessionaria la modifica del regime dei rilasci deflusso minimo vitale, qualora il monitoraggio dello stato di qualità delle acque nel tratto tra presa e restituzione dovesse evidenziare problematiche ambientali imputabili alla derivazione, tali da determinare un’alterazione della qualità delle acque e da impedire il mantenimento dello stato di qualità attuale del corpo idrico, classificato in stato ecologico “buono” dalla delibera della giunta regionale n. 1856/2015».

L’idea che dei privati vengano a prelevare di nuovo l’acqua bene comune del Sarzana con i soldi dei cittadini non è piaciuta alla gente di Voltago che ha chiesto all’amministrazione comunale di impegnarsi per bloccare l’opera. «Abbiamo ascoltato la voce dei nostri concittadini», dice il vicesindaco Giambattista Soppelsa «e abbiamo reputato di interpretare questa volontà facendo ricorso». «Il Sarzana», continua Soppelsa «ha già dato per la produzione di energia elettrica. C’è già un impianto che a breve verrà modernizzato. Basta: non vogliamo che dei privati prelevino altra acqua senza che ci sia un riscontro per la comunità. C’è un precedente in provincia di un ricorso andato a buon fine, per questo contiamo che possa avere successo anche il nostro».

Gianni Santomaso

 

Sarzana corr-alpi 13-01-017