Centralina sul Rio Canedo: concessione annullata

dal Gazzettino del 4 gennaio 2017

Centralina: concessione annullata
VAL DI ZOLDO Mareson festeggia una sentenza storica: «Quell’impianto sarebbe stato la nostra fine»
Una vittoria straordinaria nella lotta spesso impari contro il saccheggio della montagna, portata contro tutti coloro che la montagna vorrebbero depredare, togliendole le risorse fondamentali, di cui l’acqua dei nostri torrenti rappresenta una ricchezza e, in questi anni, è divenuta, suo malgrado, un simbolo. Il Tribunale superiore delle acque ha annullato la concessione ad Energie comuni per costruire una centralina sul Rio Canedo a Mareson, nell’alta Valle di Zoldo. Una derivazione alla quale lo stesso comune di Zoldo Alto, proprio attraverso Energie Comuni, aveva aperto le porte negli anni scorsi, con la delibera di consiglio n. 28/2013. Un via libera che però non era mai stato digerito da nessuno: né dalle centinaia di cittadini, residenti o proprietari di seconde case, che avevano aderito alla raccolta di firme per chiedere al comune di rinnegare lo scempio annunciato; né da un piccolo gruppo di privati, che vedevano le loro proprietà gravemente minacciate dal progetto di una centralina in mezzo al paese. Nazario Dal Mas, dell’hotel Edelweis di Mareson, è uno dei ricorrenti che in queste ore festeggia, ma che non ha esitato a rischiare del suo, nell’adire le vie legali: Certo, volevo tutelare la mia attività e pensare al futuro della mia famiglia: una centralina qua sotto sarebbe stata la fine per noi: ma avevo in mente con uguale urgenza anche la salvaguardia di tutta la valle. Questa pronuncia del Tribunale superiore delle acque ci conforta e ci fa ben sperare. Un tempo Dal Mas non era contrario alle centraline: ma, capita la gravità del danno che veicolano, ha radicalmente mutato atteggiamento. Insieme a lui si sono opposti altri residenti o forestieri la cui proprietà pareva insidiata dal progetto centralina: Giacomo e Andrea De Vido, Paolo Bez, Marco Oselladore e altri. Se non è la vittoria finale di tanti Davide contro il Golia dei costruttori di centraline, certo la sentenza è destinata a segnare una tappa fondamentale nella guerra senza tregua che si combatte da anni per salvare la montagna, bellunese e non solo. Un segnale, forse, ma importante. Che si aggiunge all’impegno degli ambientalisti, che proprio di recente ha portato alla pubblicazione di un documentato dossier sull’assalto ai corsi d’acqua e, in Zoldo, alla esposizione di eloquenti striscioni anti-centraline.