Centralina sul Cordevole, assenti gli albergatori

Dal Corriere delle Alpi dell’11 gennaio 2017

Rocca Pietore, Ruffato del Wwf contesta dopo il sopralluogo a Pian de la Nos
«Gli imprenditori del turismo vogliono tagliare il ramo su cui sono seduti»

ROCCA PIETORE «Gli imprenditori del turismo vogliono tagliarsi il ramo su cui sono seduti». Lo sostiene Lucia Ruffato del Wwf Terre del Piave Belluno e Treviso nel giorno in cui a Rocca Pietore si è svolto il sopralluogo relativo al progetto di centralina idroelettrica voluto dalla famiglia Pra di Caprile. Un progetto che prevede la presa dallo scarico della centrale Enel di Saviner in località Pian de la Nos a quota 994 metri. La condotta (1,4 metri di diametro per 1500 metri di lunghezza) porterebbe l’acqua fino a Santa Maria delle Grazie a quota 976 metri dove verrebbe turbinata in un nuovo edificio lungo 18 metri e largo da 3 a 8 metri, adiacente alla vecchia centrale. La portata massima di concessione è di 3500 litri al secondo, il salto è di 16 metri. Al sopralluogo, oltre a Ruffato erano presenti il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, il suo vice, l’assessore all’ambiente, il tecnico comunale, Alessandro Pra con il progettista Eugenio De Demo, due rappresentanti dei pescatori, due dell’Arpav e uno della Provincia. «Non c’erano albergatori – ha detto Ruffato – e questo mi sorprende. Per quale motivo la famiglia Pra, proprietaria di un importante albergo, deve deturpare l’ambiente da cui trae lavoro? E per quale motivo gli altri albergatori non hanno niente da dire? Si stanno tagliando il ramo su cui sono seduti». Secondo gli ambientalisti, l’impianto toglierebbe acqua dall’alveo del Cordevole proprio in un punto in cui esso è costeggiato da una strada per le passeggiate, da una pista da fondo e, nel prossimo futuro, da una pista ciclabile. Secondo loro con una mano si fa per la promozione del turismo e con l’altra si toglie. Le perplessità sono anche del Comune che ha già depositato delle osservazioni. «Questa – ha spiegato il sindaco De Bernardin – è un’area sensibile dal punto di vista turistico. Vogliamo vederci chiaro. Ci preoccupa sia il fatto che possa essere tolta dell’acqua dall’alveo del Cordevole, sia la situazione che potrebbe riguardare le molte vasche Imhoff presenti in zona. Siamo consapevoli che questo impianto sarebbe meno impattante di altri e che i Pra sono imprenditori locali che reinvestirebbero gli utili sul territorio, ma ciò non elimina i dubbi che abbiamo». Quelli dei pescatori sono invece legati all’attività di pesca sportiva che si svolge in zona con gare di livello nazionale. Salvo i pescatori, tuttavia, la cittadinanza non c’era. «Purtroppo – spiega De Bernardin – c’è scoramento sia fra la gente che nei Comuni perché si prende atto che alla fine le decisioni vengono sempre prese ai livelli superiori e che le battaglie dal basso servono a poco». Gianni Santomaso

Il committente difende il progetto: «Prendiamo l’acqua da uno scarico Enel»
Sergio Pra: «Noi diamo lavoro»
ALLEGHE «A differenza di altri che hanno costruito le centraline, noi investiamo qui, diamo lavoro in loco a cinquanta persone. Penso che qualcosa meritiamo». Sergio Pra dell’Hotel Posta di Caprile, committente del progetto della centralina sul Cordevole (secondo i dati del Wwf: potenza di concessione 213 kW, produzione ipotizzata 1.300.000 kWh annui, costo dell’opera 1.800.000 euro, rientro annuo 284.000 euro) non desidera entrare in polemica con gli ambientalisti o con il Comune di Rocca Pietore, tanto da dire che «se si potrà fare bene, altrimenti pazienza». Perché volete fare una centralina? «In questo caso non andremmo a prendere l’acqua da una sorgente, ma direttamente dallo scarico della centrale Enel e poi la riportiamo nel Cordevole. Non è una vera e propria centralina e l’acqua che esce dalla presa non è sempre costante. Non crediamo che crei tutti questi problemi. Lì di acqua ce n’è, perché il Cordevole riceve anche quella del Pettorina e del Fiorentina. I pescatori possono stare tranquilli per le gare di pesca sportiva. Per quanto riguarda la ciclabile, abbiamo proposto al Comune di Rocca Pietore di costruire un argine di sassi da cui la futura pista potrebbe guadagnarne per quanto concerne i pericoli da esondazione. Inoltre avremmo anche un altro progetto: quello di portare direttamente la corrente dalla centrale in albergo. Ma questa è un’idea da sviluppare semmai in una seconda fase». Gli ambientalisti dicono che da imprenditori del turismo volete fare qualcosa che va contro il vostro interesse. «Questo impianto non creerebbe grossi problemi a nessuno. E comunque va detto che a differenza di chi ha fatto le centraline finora, noi diamo lavoro a 50 persone in loco. Abbiamo l’attività qui, investiamo sempre qui. Volevamo anche prendere in gestione un albergo a Malga Ciapela. Insomma, in tanti hanno avuto la possibilità di fare le centraline, penso che qualcosa meritiamo anche noi. Poi: se si potrà fare bene, altrimenti si lascia perdere. Io non voglio fare polemiche». Ma è giusto fare gli imprenditori con gli incentivi statali dati dai soldi che gli utenti pagano in bolletta? «Sono sincero: se non ci fossero gli incentivi noi la centralina non potremmo costruirla. Però dico anche che gli incentivi ci sono dappertutto. Anche gli 80 euro in busta paga sono un incentivo. Per non parlare di quelli che ricevono in Trentino e in Alto Adige. Se dobbiamo dire no agli incentivi, allora dovremmo farlo per tutti i settori». (g.san.)