Centralina in Val Corpassa, dal Comune un contro-progetto

Corriere delle Alpi 2014-11-27,
Centralina in Val Corpassa dal Comune un contro-progetto

TAIBON «Taibon è della sua comunità, vogliamo sia questa a decidere se realizzare una nuova centralina in Corpassa». L’amministrazione comunale di Taibon questa volta ha deciso di reagire con forza di fronte all’ennesimo schiaffo: alla domanda della società Aster srl di Cassola per la realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico sul torrente Corpassa, pubblicata sul Bur lo scorso 24 ottobre, è seguita lunedì la domanda in concorrenza del Comune in collaborazione con la partecipata Bim Infrastrutture.

Una domanda, quella della società vicentina, che prevede di prelevare l’acqua a quota 1098,16 metri di altitudine e di restituirla in alveo a 982,50 metri dopo aver prodotto sul salto di 105,55 metri una potenza di 329,07 chilowatt. «È un progetto» spiega il sindaco di Taibon, Silvia Tormen, «che insiste sul tratto di Corpassa a monte dell’attuale centralina.

In buona sostanza quella nuova rilascerebbe l’acqua laddove quella vecchia la cattura». La splendida Val Corpassa, dopo essere già stata ferita una volta con le condotte e con una avveniristica centrale, si stava apprestando a subire una seconda violenza. Il finale, tuttavia, non è ancora scritto. «Noi Comuni» dice Silvia Tormen, «viviamo con forte disagio le continue domande di privati per sfruttare l’acqua dei nostri torrenti. Non è normale che questo accada: i Comuni dovrebbero avere voce in capitolo. Quando ci sono dei problemi idrogeologici sui torrenti il mio telefono è il primo a squillare, quando bisogna dire sì o no a una centralina non squilla proprio. Siamo disarmati e l’unica cosa che possiamo fare è quella di metterci sullo stesso piano del privato e provare a ottenere noi la concessione». E così il Comune ha fatto. Si è appoggiato a Energie Comuni, una società di Bim Infrastrutture, che ha presentato un progetto in concorrenza alla Aster srl senza oneri a carico del Comune. Le ragioni alla base della scelta dell’ente locale sono due: da una parte la volontà di far rimanere in mano pubblica un bene pubblico come l’acqua, dall’altra la necessità di non intaccare la rete dell’acquedotto. «A monte dell’attuale centralina» spiega il sindaco, «c’è anche la presa dell’acquedotto di Agordo.

Quell’acqua, dunque, serve la popolazione di questo comune. Ecco, noi abbiamo il dubbio che l’impianto che intende costruire la società possa mettere a repentaglio la funzione idro-potabile che quell’acqua riveste per la cittadinanza. Il nostro progetto, invece, ha una parte dedicata proprio alla tutela di questa importante funzione».

Ora quindi occorrerà vedere se la Regione opterà per il progetto privato o per quello pubblico. «Nel caso venisse scelto il nostro» conclude Tormen, «sarà la comunità di Taibon a decidere se fare o no la centralina, perché Taibon non è mio, ma della sua gente».  Gianni Santomaso