Centralina dei Pra sul Cordevole, oggi il sopralluogo

Dal Corriere delle Alpi del 10 gennaio 2017

ROCCA PIETORE Due preoccupazioni, una perplessità e una polemica. Così il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, si appresta a partecipare oggi alle 9.30 in municipio al sopralluogo per la nuova centrale idroelettrica sul Cordevole. La previsione è quella di prelevare l’acqua in località Pian de la Nos a quota 994 metri dallo scarico della centrale di Saviner e di trasportarla in una condotta di 1,4 metri di diametro lunga circa 1500 metri fino a Santa Maria delle Grazie a quota 976 metri. Qui l’acqua sarebbe turbinata in un nuovo edificio lungo 18 metri e largo da 3 a 8 metri, adiacente alla vecchia centrale. Il progetto (potenza di concessione di 213 chilowatt e produzione ipotizzata di 1.300.000 kwh annui) è della famiglia Pra dell’Hotel Posta di Caprile. «Ho due preoccupazioni – dice De Bernardin – prendere lo scarico dell’Enel vuol dire asciugare una parte pianeggiante di Cordevole, visibile dalla strada e dalla costruenda ciclabile. Occorre capire se ci potrebbero essere problemi fognari sia a livello olfattivo che visivo. Altro aspetto – continua il sindaco di Rocca – è che la centrale sarebbe legata alla costruzione della pista ciclabile». De Bernardin, infine, da un lato consiglia prudenza alla famiglia Pra, dall’altro attacca la Provincia. «Pare che le future norme – dice – prevederanno un aumento della quantità del deflusso minimo vitale. Se sarà così l’Enel dovrà rilasciare nel torrente più acqua e ne uscirà meno dallo scarico da cui si vorrebbe prendere l’acqua per la centrale: Pra ci ha pensato? Per quanto riguarda la Provincia, sarebbe ora che i Comuni potessero visionare con calma e per tempo i progetti delle centraline e che potessero farlo nei municipi e senza doversi recare a Belluno come un segreto di stato». Intanto dopo il Wwf, anche Mountain Wilderness e l’Ecoistituto Veneto prendono posizione contro la costruzione di una nuova centralina sul Cordevole. «Un ulteriore tratto di torrente, circa 1,5 chilometri, che sarà reso sterile – dicono Giancarlo Gazzola, Toio De Savorgnani, Alex Langer e Michele Boato – un danno sia biologico che per il turismo. Sfidiamo chiunque a dire che sono puntuali ed efficaci i controlli sul rilascio minimo vitale di acqua che già è ridottissimo e deriva più da una valutazione politica che dalla effettiva necessità biologica».

(g.san.)