Centralina ad Andraz, il capofrazione abbandona l’incarico

Dal Corriere delle Alpi del 18 settembre 2016

LIVINALLONGO «Svilito il ruolo della frazione»: il capofrazione di Andraz Oscar Nagler sbatte la porta dopo che il Comune ha concesso i terreni per la costruzione di una nuova centralina sul Rio Andraz. Con una dura lettera inviata all’amministrazione comunale e al funzionario della Direzione economia e sviluppo montano usi civici e vincolo idrogeologico della Regione Stefano Occhipinti, Oscar Nagler ha lasciato la guida della frazione, ruolo che aveva assunto nel 2012, alla giovane età di 20 anni. «Mi ero offerto spontaneamente per la volontà di contribuire alla cura ed al mantenimento della nostra terra fodoma», scrive amareggiato Nagler. Questo ideale si è frantumato dopo che il consiglio comunale, l’11 agosto, ha concesso i terreni comunali di uso civico per la costruzione di una nuova centralina sul Rio Andraz. «La frazione di Andraz», attacca Nagler, «è sempre stata contraria alla realizzazione di questo genere di impianti, ma il volere della popolazione non è mai stato rispettato né dall’attuale amministrazione, né da quella precedente. Anche dopo le ultime elezioni amministrative, il sindaco Leandro Grones mi aveva rassicurato verbalmente che il consiglio comunale mai avrebbe preso delle decisioni contrastanti con il parere di un’assemblea frazionale». Invece le cose sono andate diversamente. Troppi aspetti della vicenda non convincono l’ormai ex capofrazione. «Il consiglio comunale ha giustificato la concessione dei terreni in quanto solo Andraz si era espressa in modo contrario, mentre Salesei e Larzonei avevano dato parere favorevole. Ma in questo modo si è fatto sì che queste due decidessero, oltre che sui propri territori, anche su quelli delle altre frazioni e in particolare su quella di Andraz, nella quale si svilupperà il danno più evidente». Le perplessità ed i dubbi di Nagler non finiscono qui. «L’ultimo parere frazionale che è stato preso sulla concessione di terreni frazionali era stato già comunicato una volta dalla frazione. La Regione ha dichiarato il parere non valido in quanto all’assemblea avevano preso parte anche alcune persone non residenti. Il nuovo parere però è stato richiesto solo sulla concessione dei terreni per la centrale idroelettrica, mentre quelli relativi agli altri punti all’ordine del giorno della stessa assemblea frazionale sembravano essere legittimi». La lettera termina con una riflessione sul valore che al giorno d’oggi viene dato dalle istituzioni al diritto di uso civico, «Che dovrebbe essere quello di tutelare il territorio comune per l’utilizzo dello stesso da parte dei cittadini residenti per il loro fabbisogno», continua Nagler, «Invece oggi è tutto l’opposto: il residente si trova ad essere ostacolato dagli usi civici nelle azioni più banali e necessarie, per esempio la costruzione di una prima casa. Al contrario un privato non residente ha la possibilità di scavalcare il famigerato uso civico e di stuprare il territorio, che dovrebbe essere da esso stesso tutelato, ad esclusivo vantaggio del proprio interesse e del tornaconto personale».
di Lorenzo Soratoi